ROMA. Rush finale per la corsa a due alla conquista di Alitalia, alla vigilia del cda della compagnia, domani, per scegliere con chi proseguire la trattativa in esclusiva, Air France-Klm o Air One-Intesa. Nel frattempo i due sfidanti rivelano altri particolari sui rispettivi piani industriali. Air France fa sapere che proporrà ad Alitalia «uno scambio di azioni: Alitalia entrerà a pieno titolo nella holding con Air France e Klm» ha detto il presidente Jean-Cyril Spinetta. Il patron di Air One, Carlo Toto, sottolinea che il suo piano «renderà Alitalia una delle aziende più appetibili per una forte partnership internazionale, alleanza su cui stiamo lavorando», e parla di «sviluppo di un network centrato sull' Italia», oltre che sulla solidità finanziaria dell'operazione supportata da ben 4 istituti di credito.
«Una falsità»: così Spinetta liquida il sospetto sollevato soprattutto dai sindacati, «che si voglia trasformare Alitalia in una compagnia minore o regionale. Non stiamo facendo affari, ma strategie continentali nell'interesse dei nostri Paesi. Per questo vogliamo fare investimenti e produrre utili per tutti» aggiunge.
Oltre allo scambio azionario, modalità già seguita nell'alleanza con l'olandese Klm, il piano francese prevede 750 milioni di euro di aumento di capitale e il riacquisto dei bond in scadenza a valore nominale. Si riduce anche la quota di esuberi, che si limiterebbero a «1.000, massimo 1.500 posti», e lo sviluppo a tre farà perno «sui tre hub Amsterdam, Parigi e Roma, ognuno dei quali avrà la sua propria area naturale d'influenza».
Ferve il lavoro anche nel gruppo di Carlo Toto, insieme con advisor e banche. Punti forti del piano Air One-Intesa, il rinnovo della flotta con la completa sostituzione dei 77 MD82 di Alitalia e l'acquisto di 20 nuovi aerei per il lungo raggio; il mantenimento di Az Service nel perimetro di gruppo e la valorizzazione di Malpensa.
«Investiremo 4,3 miliardi di euro per riportare rapidamente in equilibrio la nuova Alitalia, che diventerà da subito - assicura Toto - il quarto vettore europeo». Alla vigilia del D-Day, anche i sindacati tornano a mobilitarsi, dopo aver minacciato la messa a terra dei voli sotto le feste di Natale se il governo non li convocherà prima della scelta finale. Oggi a mezzogiorno un presidio di lavoratori stazionerà in sit-in davanti a palazzo Chigi dove il premier Romano Prodi, tra oggi e domani, potrebbe riunire i ministri per un ulteriore consulto prima che Maurizio Prato riunisca il cda. E giovedì, nuovo appuntamento con il tema caldo Alitalia, questa volta con il presidente francese Sarkozy.