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Pescara, 22/09/2019
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Data: 03/08/2019
Testata giornalistica: Il Centro
La sentenza abruzzese - Trasporti pubblici, arriva lo stop del Tar. Il ricorso delle società Prontobus e Gaspari rimette in discussione il maxi piano studiato per la Tua dalla Giunta Marsilio. Gli effetti della sentenza sono immaginabili: resterebbero fuori dai servizi affidabili alla Tua quelli per Roma da qualunque località dell'Abruzzo e anche quelli tra i capoluoghi di provincia e le maggiori città abruzzesi. E per Tua sarebbe la debàcle

PESCARA «Nei servizi minimi non possono essere comprese le tratte commercialmente convenienti». La Regione, in altre parole, non può fare rientrare nei servizi di trasporto pubblico che godono di contributi e dell'esclusiva Tua le tratte l'Aquila-Roma o Giulianova-Roma che invece debbono essere aperte al libero mercato. A scriverlo è il Tar Pescara che, con una sentenza pubblicata ieri, dà lo stop alla giunta Marsilio e alla società Tua. La sentenza è stata emessa su ricorso delle società Prontobus e Gaspari, assistite dagli avvocati Pierluigi Vasile e Patrizia Silvestri dello studio legale Vasile di Pescara. Il tribunale amministrativo, presieduto da Renata Emma Ianigro, ha nominato un consulente - un dirigente della direzione generale del trasporto pubblico locale della Regione Toscana - che dovrà individuare i servizi minimi, cioè quelli a domanda "debole", distinguendoli da quelli che sono commercialmente remunerativi. L'esperto ha due mesi di tempo per completare la relazione ma la prossima udienza di merito è stata comunque fissata al 12 giugno del 2020. E ciò comporta che, fino a quella data, la Regione Abruzzo farebbe meglio a evitare di prendere decisioni in merito alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale e di quei servizi esclusi dalla concorrenza privata in cui Tua e la giunta Marsilio vorrebbe far rientrare le tratte remunerative, dando contestualmente in sub concessione oltre 1,8 milioni di km nelle aree interne. Su questo punto il Tar però ha piazzato i paletti rifacendosi a una norma comunitaria che vieta di individuare nei servizi minimi le tratte che sono convenienti dal punto di vista commerciale e che sono da restituire al mercato. Gli effetti della sentenza sono immaginabile: resterebbero fuori dai servizi affidabili alla Tua quelli per Roma da qualunque località dell'Abruzzo e anche quelli tra i capoluoghi di provincia e le maggiori città abruzzesi. E per Tua sarebbe la debàcle.La società deve così rivedere i suoi piani dopo che il 23 luglio scorso il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il nuovo progetto di legge relativo proprio ai servizi minimi del trasporto pubblico locale, mettendo in agitazione i sindacati del settore trasporto che temono maxi tagli e perdite di posti di lavoro. La legge, poi emendata, proroga il regime concessorio attuale fino al 3 dicembre, dando mandato alla Giunta di valutare poi se e quali tratte possono rientrare dentro i servizi minimi. Il provvedimento, portato in commissione congiunta dal sottosegretario con delega ai trasporti Umberto D'Annuntiis, prevedeva però che la tratta Giulianova-Teramo-L'Aquila-Roma fosse inserita tra quelle a contribuzione pubblica. E, al di là della proroga fino a fine anno, resta comunque l'intenzione della maggioranza di centrodestra di raggiungere questo obiettivo. Contro il recupero delle tratte Giulianova-Teramo-L'Aquila-Roma tra i servizi essenziali di trasporto si sono però schierati sia il Pd che i Cinque Stelle. «Per finanziare le relazioni di traffico che vengono aggiunte ai servizi minimi», aveva spiegato alcuni giorni fa il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, «il governo regionale si appresta a tagliare oltre un milione e mezzo di km di tratte regionali». Per Paolucci il rischio è ancora incombente: «Il dato finale è che ci sarà una gravosa sforbiciata di km per i cittadini e un taglio sulle manutenzioni, sulle strumentazioni, sugli automezzi e sui lavoratori della società unica del trasporto pubblico abruzzese», dice il dem.Anche i 5 Stelle, ricorda Domenico Pettinari, si sono schierati nettamente contro. E da ieri la maggioranza di Marsilio dovrà fare i conti anche con i giudici del Tar Pescara.

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