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Pescara, 16/09/2019
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Data: 06/08/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, cambio di rotta - Porti, spunta una lettera che smentisce Marsilio. La svela Marcozzi (M5S): l'accordo con Civitavecchia? È la soluzione migliore. Così dichiara l'Autorità portuale del Tirreno che ha scritto al governatore

PESCARA Una lettera scuote lo scenario del futuro sviluppo economico dell'Abruzzo. Lo spostamento dei porti abruzzesi dall'Autorità di Sistema Portuale di Ancona a quello di Civitavecchia, auspicato dalle associazioni di categoria e dagli imprenditori della regione, pare avere un autorevole sostenitore in più nel presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, l'avvocato Francesco Maria Di Majo.Il presidente Di Majo, ha preso carta e penna dopo l'incontro svoltosi lo scorso 18 luglio alla presenza del presidente di Regione, Marco Marsilio, dell'assessore Mauro Febbo e delle segreterie tecniche dei ministeri del Sud e delle Infrastrutture. E il capogruppo M5S in Regione, Sara Marcozzi, oggi svela il contenuto della lettera datata 25 luglio, indirizzata al presidente Marsilio, al ministro del Sud Barbara Lezzi e al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.«L'avvocato di Majo», spiega Marcozzi, «ha messo nero su bianco quanto stiamo ripetendo da mesi, scrivendo che lo spostamento di Autorità di Sistema Portuale da Ancona a Civitavecchia non preclude in alcun modo l'istituzione della Zes per la nostra regione. All'interno della missiva, infatti, Di Majo riporta chiaramente come il porto di Civitavecchia abbia le caratteristiche, richieste dal Decreto-Legge 91/2017 e dal Regolamento europeo 1315/2013 per lo sviluppo della rete Ten-T, per essere scelto come area portuale per una Zona Economica Speciale».«Si tratta», prosegue il capogruppo M5S, «di una questione di interpretazione delle norme. Noi la interpretiamo al fine di far raggiungere all'Abruzzo il miglior risultato possibile, un piano di sviluppo economico che comprenda sia la Zes che una visione dell'economia regionale a 50 anni per mezzo dell'istituzione del famoso corridoio Tirreno-Adriatico. Il presidente Marsilio, invece, fa spallucce al primo dubbio e si accontenta dell'interpretazione più sfavorevole fornita da qualche burocrate. Quello del vincolo della Zes all'Autorità di Sistema Portuale di Ancona è un dogma che deve essere rimesso in discussione. A noi le norme sembrano dare ampio margine all'Abruzzo di scegliere il miglior percorso. E, comunque, se fosse necessario, il Mit si è già offerto, sempre al tavolo del 18 luglio scorso, di prevedere chiarimenti e/o modifiche normative per garantire alla nostra regione la libertà di scelta tra Ancona e Civitavecchia. Non capisco per quale motivo Marsilio voglia rinunciare a valutare la migliore scelta possibile». Scelta, peraltro, che sarebbe avallata dai ministri Lezzi e Toninelli che, in visita in Abruzzo durante la campagna elettorale per le scorse regionali, avevano già espresso il loro parere favorevole.La lettera che pubblichiamo porta Sara Marcozzi a dire che: «Pensare alla Zes con Civitavecchia è un'ottima notizia per la nostra Regione che potrebbe programmare il proprio futuro economico puntando sulla creazione del corridoio tirreno-adriatico e diventandone, finalmente, protagonista: passare da succursale minore di Ancona a strategico porto sull'Adriatico di Civitavecchia. Significherebbe, oltre alla Zes, garantire nuovi e urgenti investimenti», sottolinea, «pianificare la creazione di infrastrutture e permettere ai nostri imprenditori di creare lavoro. Non solo, il fatto che il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale abbia deciso autonomamente di scrivere ai ministri e al presidente di Regione per mettere in chiaro la questione, testimonia l'interesse che ha anche Civitavecchia a legarsi con noi». «Siamo quindi di fronte a uno scenario perfetto per ottenere quanto di meglio ci sia per la nostra Regione. Marsilio», conclude Marcozzi, «non ha affatto le mani legate, forse gli occorre solo un po' di forza di volontà. Noi, insieme a tutte le associazioni di categoria e agli imprenditori abruzzesi, siamo certi che la crescita economica della Regione passi necessariamente da un collegamento diretto col Mar Tirreno. Lo ripeteva anche Marsilio in campagna elettorale: da allora sono passati mesi, ora si attivi e mantenga le promesse senza perdere tempo a cercare altre scuse».

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