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Pescara, 20/11/2019
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Data: 06/08/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Grandine, chiesti aiuti per 222 milioni. Maltempo del 10 luglio devastante: ecco l'elenco delle somme per i danni Comune per Comune. Decide il premier Conte

PESCARA I danni nel mercoledì nero ammontano a oltre 222 milioni di euro. La giunta Marsilio ha deliberato ieri di richiedere al Presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, tramite il dipartimento della Protezione civile, la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Alla delibera è stato allegato l'elenco, Comune per Comune, delle somme da risarcire per la devastante grandinata del 10 luglio scorso. Il Centro pubblica l'elenco che vede la provincia di Pescara come la zona più colpita, con oltre 114 milioni di danni pubblici e privati documentati. Il primato va al capoluogo con oltre 12 mila richieste di risarcimento per tetti e auto crivellati da chicchi di ghiaccio grandi come arance, per un ammontare di 91 milioni di euro. Segue drammaticamente a ruota Francavilla al Mare con 62 milioni, la porzione più grande dei 105 milioni di danni registrati nel Chietino; con numeri a doppia cifra spiccano anche Vasto (oltre 12 milioni) e San Giovanni Teatino (10 milioni). Nella classifica nera dei comuni colpiti ritroviamo infine Spoltore (7 milioni) e Montesilvano (con quasi 5 milioni). Ma questo è solo il primo gradino di una vera e propria scalata della quale non si conoscono tempi e certezze dell'esito.I più ottimisti indicano la fine di agosto come la data probabile del riconoscimento dello stato d'emergenza nazionale. Ma anche se fosse, nessun Comune di quelli più colpiti farebbe in tempo, per esempio, ad allestire i cantieri per riparare le scuole, prima dell'inizio, a settembre, del nuovo anno scolastico. È questo il caso di Francavilla che sta pagando uno dei prezzi più alti per la devastante grandinata di luglio. Così, in giunta, Marsilio e i suoi assessori, dopo essersi consultati con i responsabili regionali della Protezione civile, hanno valutato anche l'opportunità di concedere ai Comuni un'anticipazione dei fondi richiesti, ma solo dopo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.L'Abruzzo, con la delibera approvata dall'esecutivo, è la seconda regione, dopo le Marche, ad aver formalizzato la richiesta a Conte, attraverso l'intermediazione della Protezione civile regionale e nazionale. Pur sapendo, sin da ora, che l'intera somma di 222 milioni non sarà mai concessa. Come finora è sempre accaduto.

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