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Pescara, 15/11/2019
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Data: 08/08/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ed. nazionale - A24, l'Anas blocca l'intesa sulle tariffe. A settembre torna il rischio stangata

ROMA Salta l'intesa per la sterilizzazione delle tariffe sulle autostrade abruzzesi e laziali A24 e A25 e torna il rischio della maxi stangata dal primo settembre. Dopo il superamento dell'ostacolo più grande con l'approvazione del Piano economico finanziario - al quale manca solo il parere dell'Ue - da parte di Cipe e Autorità per la regolazione dei Trasporti (Art), sembrava che la strada per evitare il maxi aumento dei pedaggi dal primo settembre prossimo sulle autostrade laziali e abruzzesi fosse in discesa. Invece l'Anas non ha ratificato l'intesa sulla sterilizzazione delle tariffe trovata l'altro ieri in un summit tra Ministero per Infrastrutture e Trasporti, Ministero Economia e Finanze e concessionaria Strada dei Parchi Spa, incentrata sulla copertura dei costi dei mancati incassi con l'utilizzo delle rate del prezzo di concessione.
LA PROSPETTIVA
Ora, come sottolineato dai vertici di Sdp, serve un intervento normativo da parte del governo. Si annuncia quindi un nuovo braccio di ferro tra la società pubblica e la concessionaria e parte un'altra corsa contro il tempo perché, come spiegato dal vice presidente del Cda di Sdp, Mauro Fabris, senza un intervento del governo, non ci sono le condizioni per la proroga del blocco delle tariffe, già fatta il primo giugno, fino al 31 agosto. Una sterilizzazione che va avanti da mesi e che se revocata causerebbe per gli automobilisti una stangata del 19%: il 12,8% scattato dall'inizio dello scorso anno sulla base di sentenze del Tar dopo tre anni di blocco da parte del Mit, e il 5,6% per cento dal primo gennaio 2019 sulla base della concessione. «Siamo molto soddisfatti dell'intesa sul nuovo piano finanziario - spiega Fabris -, al cui varo manca solo il parere dell'Ue. Non c'è invece, per ora, l'accordo per sterilizzare le tariffe in quanto Anas si è opposta alla proposta di utilizzo delle rate del prezzo di concessione, come accaduto in passato, per coprire i costi del blocco delle tariffe».

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