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Pescara, 22/09/2019
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Data: 09/08/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Comune: la Lega ora alza il tiro sull'Ama

Mentre in Regione la guerra è diretta, al Comune dell'Aquila la Lega preferisce lavorare ai fianchi il sindaco Biondi. Il pomo della discordia è la delicata questione Ama. Dure le parole del capogruppo Francesco de Santis: «Basta silenzi e scaricabarile, vogliamo sapere cosa vuole fare Biondi con l'Ama. Siamo stanchi di ascoltare l'assordante silenzio ed assistere al continuo scaricabarile del sindaco Biondi sulla questione Ama. - scrive in una nota il capogruppo De Santis-. L'Ama non va salvata, ma va risanata e messa in condizione di andare avanti con le proprie gambe. Siamo al secondo anno consecutivo della Giunta Biondi nel quale l'Ama chiude in perdita i propri bilanci. L'amministratore unico della società sta dimostrando alla città intera le sue capacità e la sua competenza, ma non può continuare a fare miracoli». La Lega sostiene che la proposta di piano di risanamento per Ama sia rimasto finora inascoltato. «siamo al punto in cui chi doveva dare mandato a Berardi di affrontare il piano di risanamento rilascia ora dichiarazioni ai giornalisti locali, mentendo, nelle quali afferma di essere in disaccordo con l'amministratore in quanto «continua a chiedere soldi al comune, quando dovrebbe tagliare gli sprechi. Siamo difronte - conclude De Santis- all'ennesima presa per i fondelli. Se si crede che i problemi si affrontino da soli, senza prendere scelte che siano definitive e che risolvano una volta per tutte i disastri lasciati dai precedenti governi cittadini, la Lega non intenderà assistere inerme a questo menefreghismo amministrativo, mentre gli aquilani rischiano di perdere la possibilità di viaggiare sugli autobus dell'Ama».
Anche Paolo Romano del Passo Possibile e il capogruppo del Pd, Stefano Palumbo, affondano la lama. «Nell'assemblea ordinaria si è di fatto chiarito che l'addendum al contratto di servizio è sufficiente a coprire solo una parte delle perdite che l'azienda già sa di accumulare nel corso dell'esercizio 2019, vale a dire 120mila euro al mese- spiegano- senza che ci sia, ad agosto, ovvero a oltre la metà dell'esercizio finanziario, un indirizzo da parte dell'amministrazione su come coprire la restante parte. E' evidente che qualunque siano i tagli ai costi aziendali che si intenderanno adottare, il poco tempo rimasto fino a fine 2019 non sarà sufficiente ormai a produrre gli effetti necessari».

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