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Pescara, 16/09/2019
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Data: 09/08/2019
Testata giornalistica: Il Centro
E Salvini a Pescara "fa il pieno" tra selfie, abbracci e foto ricordo. Più di tremila persone allo Stadio del Mare ad aspettare il vice premier e ministro dell'Interno «La maggioranza non c'è più, si va al voto», dice, e si commuove pensando ai suoi figli. In 400 in piazza contro il "Decreto sicurezza bis"

PESCARA È arrivato allo Stadio del Mare di Pescara alle 22 in punto, entrando come fosse una star, sommerso dall'abbraccio della folla accalcata lungo la passerella che conduce al palco, fermandosi a stringere le mani e posando per foto ricordo. Due ore dopo la fine della giornata più lunga del governo Conte, chiuso con la nota che con cui Matteo Salvini ha annunciato che «la maggioranza non c'è più, si va al voto», il leader della Lega e Ministro degli Interni arriva a Pescara per l'annunciata tappa nel suo tour estivo. Lo fa arringando le oltre 3mila persone dietro la Nave di Cascella, battendo le mani sul cuore, riprendendo la folla con il suo telefono e inchinandosi al pubblico che fatica a mantenere l'entusiasmo. Accanto a lui sul palco tutti i parlamentari ed europarlamentari abruzzesi del Carroccio, con in prima fila il coordinatore Giuseppe Bellachioma, e Luigi D'Eramo. Non si ferma neanche davanti alle decine di giornalisti e telecamere vogliosi di raccogliere una battuta dopo la lunga giornata politica. Ad ampi gesti fa capire di voler andare incontro al suo popolo, tanto da concedersi qualche momento in più prima di cominciare. L'intera serata va via, come prevedibile, con i tanti temi del nazionale intervallati, puntualmente, da scroscianti applausi. LA BOLKESTEIN. Non risparmia però un passaggio sulle vicende che riguardano da vicino il popolo abruzzese, come quello che fa riferimento alla direttiva Bolkestein per le concessioni demaniali «che con grande orgoglio posso dire di aver bloccato. L'Europa voleva rimetterle tutte all'asta, invece è giusto che la spiaggia di Pescara resti ai lavoratori pescaresi». E ancora applausi. Racconta dell'incontro avvenuto con una signora appena arrivato nel suo hotel, a pochi passi dalla Nave di Cascella: «Mi ha detto Salvini, devo confessarle una cosa, ho sempre votato per la sinistra, ma questa volta il mio consenso è stato per lei». Si ferma solo per bere un bicchiere d'acqua, che qualcuno gli passa, poi riprende e continua ad infiammare i presenti. Dopo oltre mezz'ora di comizio in lontananza spunta un gruppo di contestatori, che il leader della Lega intravede prima di molti altri. Per lui è un invito a nozze: «Salutiamoli, sono arrivati anche i ragazzi dei centri sociali», esclama, sovrastato dai fischi dei presenti che nel giro di poco si accorgono di ciò che sta accadendo. LA PROTESTA. «Vedete», prosegue rivolgendosi a chi è arrivato in piazza per manifestare il proprio dissenso, «la differenza tra noi e voi e che noi siamo persone educate. Le cose possono piacere o non piacere, i pensieri si possono condividere o meno, ma vanno sempre rispettati. Se non siete d'accordo con me non c'è problema, ma non c'è nemmeno bisogno che venite qui a dirlo. Andate altrove, andate a fare altro». I FIGLI. E quando si avvicina alla chiusura un pensiero va ai suoi due figli. Dice che gli unici soldi russi li ha spesi per comprare Masha e Orso alla più piccola, mentre si mostra ancora una volta indignato per il clamore suscitato dal figlio, ripreso mentre faceva un giro sulla moto d'acqua della polizia. Confessa di averli sentiti poco prima di salire sul palco e qui si commuove. Ha bisogno di un momento di pausa, sorretto dall'affetto dei suoi sul palco. Forse scende anche una lacrima quando dice: «Mi mancano i miei figli, mi manca passare del tempo con loro, ma tutto questo lo faccio per gli italiani e per lasciare alle nuove generazioni un posto migliore dove vivere». È la sua uscita, che viene certificata da un "viva l'Italia, viva la Lega". Poi gli ultimi applausi e la lotta per il selfie conclusivo della serata, con Salvini che chiede solo attenzione, ma non si sottrae. La sua campagna elettorale è già iniziata.

In 400 in piazza contro il "Decreto sicurezza bis"

PESCARA Oltre 400 persone hanno partecipato al "Presidio per la Libertà" organizzato alla Madonnina di Pescara da Rete Oltre il Ponte, Anpi Pescara e Libera Abruzzo, per esprimere dissenso sull'approvazione del decreto sicurezza bis, che proprio nel pomeriggio di ieri è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche se con l'apposizione di alcune modifiche inerenti le sanzioni nelle acque internazionali e il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La concomitanza con la visita di Matteo Salvini a Pescara non è stata casuale, fanno sapere gli organizzatori, anche se ci tengono a sottolineare come la loro critica non va alla persona ma alle sue politiche, e che «nonostante il crescente clima di odio e di tensione» la loro resta sempre una dimostrazione pacifica. «La disumanità non può diventare legge», hanno ribadito dalla Madonnina, sottolineando l'impegno a contrastare una legge «che nella sua ratio impedisce il salvataggio di vite umane in mare e prevede nuove restrizioni a chi manifesta in pubblico il proprio dissenso». Insomma, una ferma opposizione a tutte quelle politiche che mettono a rischio la democrazia e la partecipazione. Tante le associazioni che hanno aderito all'iniziativa, da Rifondazione Comunista di Pescara, decisa a «dire no sia al decreto sicurezza bis, che alla secessione dei ricchi, come ribattezzata in un hastag, che per l'Abruzzo rappresenterebbe una catastrofe così come per tutta l'Italia Meridionale», al Pd Abruzzo, per cui «il decreto sicurezza bis è un provvedimento inumano che va a criminalizzare il sacrificio e il merito di chi salva vite, ed è allo stesso tempo inutile all'obiettivo sicurezza». Insieme a loro, anche Articolo 1 Abruzzo, Potere al Popolo Abruzzo, Arcigay Chieti, Coalizione Civica per Pescara, Partito Comunista Abruzzo, Fronte della Gioventù, Pescara Città Aperta, Rifondazione Comunista Pescara, Giovani Comunisti, Mazì Pescara, Viem 25 Abruzzo, Confederazione Cobas Abruzzo, Cobas Scuola Pescara-Chieti, Cgil Pescara, Cgil Abruzzo-Molise, Ginestra, Sinistra Italiana Pescara, Sinistra Italiana Abruzzo, Jonathan Diritti in Movimento, Giovani Democratici Pescara, Dema Pescara, Associazione Deposito dei Segni Onlus, Possibile Abruzzo e Formica Viola.

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