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Pescara, 15/11/2019
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Data: 09/08/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Fibrillazioni in Regione - La Lega diserta la giunta. E salta la ratifica dei manager delle Asl. Bellachioma e D'Eramo: subito la verifica di maggioranza. Marsilio li accontenta e convoca il vertice per lunedì

PESCARA Gli assessori regionali della Lega non parteciperanno alle riunioni di Giunta fino a quando non sarà aperta una verifica di maggioranza sul programma di mandato. Lo hanno detto ieri il segretario politico regionale del partito, Giuseppe Bellachioma, e il responsabile regionale del dipartimento enti locali, Luigi D'Eramo, entrambi parlamentari del Carroccio, aprendo le danze di un pomeriggio di fuoco. Il presidente Marco Marsilio ha risposto subito convocando un vertice di maggioranza per lunedì prossimo, alle 10, all'Aquila, «perché l'Abruzzo non può restare fermo un solo minuto», ma nel frattempo è saltata la riunione, prevista per oggi, che doveva servire, tra l'altro, a ratificare le nomine dei manager Asl.
IL VERTICE. La riunione di lunedì, ha detto Marsilio, «sarà l'occasione per dare modo al presidente e a tutta la Giunta di relazionare sullo stato di attuazione del programma e di capire insieme se e quali argomenti siano stati trascurati o diversamente interpretati nell'azione di governo. La Giunta, già convocata nella stessa mattinata, è stata posticipata al pomeriggio, al termine della riunione».
SALTA LA RATIFICA. Dopo la "bomba" sganciata dalla Lega nel pomeriggio di ieri, il primo effetto tangibile, dunque, è stato il rinvio della riunione straordinaria della giunta prevista per oggi che doveva ratificare le nomine dei capi Dipartimento e dei due direttori generali delle Asl dell'Aquila, Roberto Testa (quella che ha provocato la reazione veemente della Lega) e dell'azienda sanitaria di Chieti, Francesco Zavattaro.
SOLO PROBLEMI URGENTI. Non è una crisi, ha specificato in precedenza Bellachioma, durante la conferenza stampa, rispondendo a chi gli ha chiesto se la decisione fosse l'anticamera della rottura con le altre anime della maggioranza, in particolare con Fratelli d'Italia. Nelle intenzioni della Lega solo quella di garantire la presenza alle riunioni convocate per questioni urgenti.
LA CRISI NEGATA. «Non si apre alcuna crisi», ha ribadito Bellachioma, «ma non ci manca il coraggio per dire che ci troviamo in una situazione diversa rispetto agli accordi iniziali. Vogliamo governare con il buonsenso che caratterizza l'azione della Lega, ma fino a quando non avremo assicurazioni in questo senso, i nostri assessori non parteciperanno alle riunioni della Giunta».
ATTORE PROTAGONISTA. A Bellachioma non va giù che la Lega, in Abruzzo, «non abbia potuto dare il proprio contributo sui temi come autonomia, sicurezza, investimenti. Non si stanno rispettando le volontà degli elettori, quelle che ci hanno permesso di vincere. Da domani in poi bisogna cambiare metodo, perché questo non è democratico. Voglio anche mandare un messaggio e dire che il partito non tollererà di essere ridotto a semplice spettatore. Da domani vogliamo essere l'attore protagonista».
IMPEGNI CON GLI ELETTORI. A rafforzare il concetto la dichiarazione di D'Eramo, che è sceso ancora di più nel dettaglio della questione. «Bisogna capire che la maggioranza non è più quella del vecchio Pdl», ha detto, «quella è un'esperienza lontana anni luce: oggi c'è una maggioranza a trazione Lega, visto il risultato delle elezioni, e se qualcuno lo ha dimenticato è bene ricordarglielo. Abbiamo assunto impegni precisi con l'elettorato. Noi dobbiamo portare avanti la rivoluzione del buonsenso, spezzare con violenza politica la metodologia del passato. Obbligo della prima forza politica è rimettere al centro una metodologia di lavoro, di collaborazione, frutto del confronto, nell'unico interesse degli abruzzesi».
RESPONSABILITÀ. Per D'Eramo si tratta di «un appello alla responsabilità, rivolto anche al presidente Marsilio, ricordandogli che esiste una scissione netta tra il dover moltiplicare i consensi del proprio partito e il governare una regione».
FINE DEL TRASVERSALISMO. D'Eramo ha poi chiarito cosa significhi l'espressione "violenza politica". «Un modo», ha detto, «forse improprio, per rimarcare un principio: da anni in questa regione ci sono zone d'ombra, quel trasversalismo non sano tra centrodestra e centrosinistra, che spesso ha segnato pagine non belle della politica. Oggi non ci possiamo più permettere quegli atteggiamenti».

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