L'AQUILA. La questione della metropolitana non è finita con il pronunciamento del Consiglio di stato, che ha dato ragione alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici (Bap), stabilendo che il percorso non potrà passare lungo via Roma. Ma non solo per i noti problemi che dovrà affrontare l'amministrazione comunale attuale. I problemi riguarderanno anche la vecchia giunta comunale, quella guidata da Tempesta. Con la Soprintendenza, infatti, bisognerà stabilire l'aspetto risarcitorio e vedere cosa farà la magistratura con i rilievi eseguiti a suo tempo dal Nucleo tutela patrimonio artistico, per quanto riguarda i danni agli edifici vincolati, che lungo via Roma sono circa il 40 per cento.
«Il problema è dei danni provocati dai lavori per i sottoservizi», afferma il Soprintendente ad interim dei Bap, Ruggero Pentrella, oggi direttore regionale dei Beni culturali per il Molise e componente della Commissione antisismica nazionale, che comunque porterà avanti l'iter della metropolitana dell'Aquila, «perché sono stati fatti dei danni in vari punti delle fondamenta di alcuni edifici. Ora il Comune può fare due cose: 1) messa in pristino; 2) risarcimento danni. La pubblica amministrazione, cioè la Soprintendenza, non si accontenta del risarcimento, perché resterebbe comunque il degrado degli edifici danneggiati alle fondamenta e che, quindi, avranno un degrado più rapido. A noi interessa che vengano fatti i lavori per salvaguardare tali edifici vincolati».
«Non è una mia battaglia personale contro il Comune dell'Aquila», precisa l'architetto Pentrella, «ma sono stato costretto a intervenire, perché un giorno qualcuno avrebbe chiesto conto del mio comportamento. L'aspetto politico non mi interessa, ma è necessario sapere che i lavori dei sottoservizi sono stati eseguiti in maniera abusiva, in mancanza assoluta di autorizzazione. Anzi, nessuno, del Comune o della ditta, ci ha mai presentato preventivamente il progetto. Ne avremmo potuto parlare e indicare quali interventi da fare. Fermo restando che via Roma non ha le caratteristiche per poter far passare un vettore del genere, sia per le vibrazioni, sia per la mancanza di spazio, in larghezza e altimetria. Inoltre, se avessimo dovuto piazzare un ponteggio per un intervento di manutenzione ai palazzi, la metro non sarebbe passata». La domanda è: perché e chi non ha valutato queste cose preventivamente?