Slitta all'anno nuovo la trattativa per le tute blu, negli stabilimenti Fiat sale la tensione
ROMA. Slitta a gennaio la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici e a sostegno della vertenza Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato un nuovo sciopero per venerdì 11. E mentre a Roma Federmeccanica e sindacati prendono atto dell'impossibilità di un affondo sul contratto entro Natale in diversi stabilimenti Fiat cresce la tensione. Intanto, i sindacati hanno proclamato lo sciopero generale dei trasporti per il prossimo 28 gennaio. Nessun effetto, infatti, dall'incontro dei sindacati con il ministro Bianchi per evitare l'agitazione.
Metalmeccanici. A Pomigliano D'Arco i lavoratori hanno manifestato contro la messa in mobilità di 100 persone mentre alla Powertrain di Torino (le ex meccaniche di Mirafiori) il 55% dei lavoratori ha bocciato l'accordo con cui si sarebbe dovuti passare da 15 a 17 turni settimanali a fronte di 250 assunzioni. E il tema della flessibilità dell'orario sarà centrale anche nel rinnovo del contratto con la Federmeccanica che lo definisce cruciale per l'accordo e i sindacati che su questo tema hanno posizioni diverse e hanno fissato per il 7 gennaio una riunione delle segreterie unitarie. La trattativa riprenderà l'8 gennaio con l'obiettivo di un confronto no-stop e di un accordo a breve.
Il presidente di Federmeccanica Massimo Calearo ha manifestato il rammarico delle imprese per il rinvio e ha ribadito l'intenzione di chiudere al più presto, a questo punto quindi subito dopo l'Epifania. Oggi e domani il confronto andrà avanti in sede tecnica sulle materie sulle quali le distanze si sono ridotte come la salute e la sicurezza, l'inquadramento e la parificazione normativa tra operai e impiegati. Sulle materie più complicate (salario, orario e mercato del lavoro) il confronto riprenderà direttamente l'8 gennaio anche se sotto la spada di Damocle dello sciopero di otto ore proclamato dai sindacati per venerdì 11. «Oggi non c'erano le condizioni per una no stop - ha detto il numero uno della Fiom, Gianni Rinaldini - riprendiamo l'8 e ci auguriamo che ci siano le condizioni per un negoziato più serrato. Sulla base del giudizio negativo dato abbiamo deciso uno sciopero nazionale per l'11». Rinaldini ha ammesso che tra Fiom, Fim e Uilm «esistono posizioni diverse che vanno portate a sintesi» ma che questo è normale in una trattativa contrattuale e si è detto convinto che non ci saranno «iniziative unilaterali per far saltare il contratto» perchè questo porterebbe a «conseguenze più generali» anche a livello di trattativa confederale sulla riforma del modello del 1993. «Le risposte di Federmeccanica sono insufficienti - ha detto il segretario della Fim, Caprioli - sul salario sono fermi a 100 euro, ma solo 66 sono sui minimi e 34 legati a istituti collaterali. Sull'orario di lavoro resta in piedi la richiesta di gestione flessibile dei permessi annui retribuiti e dei tre sabati di straordinario comandato oltre ai quattro già esistenti».
Trasporti. Sciopero generale di 24 ore dei trasporti il 28 gennaio. Lo hanno deciso i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl al termine dell'incontro con il ministro Bianchi. «Pur apprezzando gli sforzi e l'attenzione del ministro dei trasporti non sono emerse, dall'incontro, novità in merito ai problemi alla base della vertenza trasporti». Dopo quello del 30 novembre, i sindacati hanno deciso un secondo sciopero generale dei trasporti la cui proclamazione formale verrà diramata nei prossimi giorni. Le quattro sigle spiegano che la Finanziaria non ha messo a disposizione le risorse economiche sufficienti per le Ferrovie nonostante un piano industriale approvato, non c'è un testo sulle clausole sociali per il trasporto pubblico locale e, infine, rispetto alla cessione dell'Alitalia il governo nega un confronto ai sindacati.