ROMA. Alitalia ha scelto Air France. Per uscire da una situazione ?pre-fallimentare' e assicurarsi il risanamento, il consiglio di amministrazione ha deciso all'unanimità di trattare con il colosso franco-olandese la vendita del 49,9% nelle mani del Tesoro. La decisione arriva a un anno dall'avvio della gara indetta dal ministero dell'Economia, fallita nel luglio scorso, a cui Air France non aveva partecipato mentre l'oggi esclusa AirOne era rimasta sola sino in fondo. Una notizia che, pur in assenza di commenti ufficiali, non può che essere stata accolta con soddisfazione dal premier Romano Prodi e dal ministro dell' Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
Pur non avendolo mai detto esplicitamente, Prodi e Padoa Schioppa hanno sempre avuto come obiettivo la cessione in mani franco-olandesi. Un obiettivo a cui aveva cominciato a lavorare nel 2001 l'ad Francesco Mengozzi, che portò Alitalia nell'alleanza commerciale Sky Team (con Air France-Klm) ed è oggi responsabile infrastrutture in Italia di Lehman Brothers, advisor finanziario per Air France-Klm.
Ma l'avversaria diretta AirOne non si arrende. La seconda compagnia aerea italiana, dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto, (con il sostegno di Intesa SanPaolo, Nomura, Morgan Stanley e Goldman Sachs) fa sapere che «a valutare le indicazioni espresse dal cda sarà il governo, che siamo certi garantirà la soluzione più rispondente ai bisogni del Paese, dei cittadini, delle imprese italiane e di Alitalia stessa». Il governo valuterà entro metà gennaio. E uno spiraglio potrebbe aprirsi per AirOne. Il dossier Alitalia non è stato affrontato nel consiglio dei ministri di ieri, ma a margine sarebbero state fatte valutazioni su come coinvolgere anche AirOne, a quali segmenti di Alitalia (probabilmente attività di terra, manutenzione) far partecipare Toto.
Il ?capo' di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, si è detto «molto onorato che il nostro piano è stato riconosciuto come il più adatto ad assicurare il futuro di Alitalia. La nostra ambizione è che Alitalia possa beneficiare della strategia di crescita redditizia già perseguita con successo da Air France-Klm», fuse dal 2003. Il manager ha voluto rassicurare quanti temono il n.1 mondiale per fatturato e il primo in Europa per quota di mercato, affermando che «la nostra intenzione non è mai stata quella di fare di Alitalia una compagnia regionale, ma al contrario di consentirle di consolidare il suo posizionamento di vettore nazionale italiano e di riconquistare le sue naturali quote di mercato». Il cda di Alitalia ha ritenuto il piano Air France-Klm il «più conveniente» per investimenti (6,5 miliardi nel lungo termine) e rinnovo flotta medio-lungo raggio.
Nei commenti a caldo si va dall'appoggio di piloti (Anpac) e assistenti di volo, alle riserve dei sindacati confederali che vogliono conoscere i contenuti del piano Air France, mentre il governatore della Lombardia Formigoni parla di «pessimo segnale». Attilio Fontana, sindaco di Varese, pensa a Malpensa: «Ci vogliono uccidere. Questo governo non ha alcun rispetto per le esigenze e i bisogni del Nord».