ROMA. Vale ben ottocento euro la notte da incubo passata, il 15 dicembre scorso, da quattrocentocinquanta passeggeri dell'Eurostar 9354, partito da Lecce e diretto a Roma. È questa la cifra che le associazioni dei consumatori sono riuscite ad ottenere da Trenitalia a titolo di risarcimento per tutti i viaggiatori che ne faranno richiesta, a partire dal 2 gennaio 2008.
Quello raggiunto da Adoc e Adiconsum è un risultato senza precedenti nell'ambito dei rimborsi dovuti a disservizi imputabili al gruppo ferroviario dello Stato, che cambia strategia e sceglie di patteggiare. «L'accordo segna una svolta storica per il movimento dei consumatori italiani - dichiara il presidente Adoc, Carlo Pileri - si riconosce per la prima volta il diritto al risarcimento per danni causati da un ritardo di un servizio di trasporto». In effetti, la decisione da parte delle Ferrovie di ripagare il disagio subito con 800 euro, più il prezzo del biglietto per le 12 ore di ritardo del treno, è frutto di un accordo extragiudiziale (nessun contenzioso è arrivato nell'aula di un tribunale) che, però, per le associazioni dei consumatori rappresenta una prima prova di class action». Il termine, che arriva dagli Stati Uniti, indica un'azione legale collettiva e la norma che ne consente l'applicazione nel nostro Paese è stata approvata di recente dal Parlamento. «Fino ad oggi - fa sapere l'Adiconsum - i risarcimenti venivano compensati solo attraverso forme di rimborso parziale o totale del biglietto. Per ottenere risarcimenti più concreti il consumatore doveva ricorrere al giudice. Mentre questo importante risultato è destinato, in futuro, ad influire sugli altri servizi».
Ed è proprio per l'assenza di un contenzioso legale riguardante il ritardo dell'Eurostar che l'Adoc sottolinea come Trenitalia sia avviata verso un cambio di strategia» che ha portato ad una soluzione condivisa in sede sostanzialmente conciliativa paritetica».
Solo il Codacons ha trovato insufficiente la cifra stabilita rifiutando di approvare l'esito della trattativa perché tra danno emergente (freddo, ritardo, privazione del cibo, paura) e danno biologico il diritto di ciascun consumatore potrebbe essere anche superiore ai mille euro».
E a sentire i passeggeri di quel treno si è trattata di una vera e propria odissea. Quando il 15 dicembre scorso l'Eurostar 9354 parte alle 12:17 da Lecce, i 450 passeggeri non immaginano certo che su quel treno sarebbero rimasti 12 ore, né che a destinazione, cioè a Roma, sarebbero arrivati dopo 20 ore. Quasi un giorno per percorrere una distanza di 500 chilometri. Dopo 5 ore di viaggio, alle 17:15 circa, il convoglio si ferma tra Capua e Pastorano (Caserta), in aperta campagna, con l'impianto di riscaldamento fuori uso, mentre fuori la temperatura è di qualche grado sotto zero. Il tratto di quella linea è impervio, sui binari c'è del ghiaccio ed il treno ad alta velocità, già in panne, non riesce a superarlo, né i tentativi di trascinarlo nella stazione più vicina hanno successo. Le dieci carrozze sono piene, anziani, famiglie con bambini, tra cui uno di appena cinque mesi che poi verrà trasportato in ospedale con la madre, ma solo per precauzione. Dopo vari trasbordi, i viaggiatori lasciano Capua alle 4:30 del mattino con un treno interregionale e arrivano alla stazione Termini di Roma alle 7:30. Dal 2 gennaio prossimo, tutti coloro che non avessero ancora fatto richiesta di rimborso, potranno presentare domanda nelle sale Eurostar, agli sportelli d'informazione o inviando una raccomandata con copia, naturalmente, del biglietto del viaggio incriminato.