Consiglio regionale. Problemi anche per il contenzioso con le cliniche private. Le opposizioni insorgono: «E' scandaloso»
L'AQUILA - Maggioranza in chiara difficoltà sulla manovra di bilancio per il 2008. In difficoltà e a tal punto in confusione che alla fine si è vista costretta a rinviare tutto al 28 dicembre. Si comincerà nel primo pomeriggio per continuare ad oltranza fino all'approvazione della manovra nel suo complesso. La riunione di ieri del Consiglio regionale è andata avanti a singhiozzo per tutta la giornata, ma non è mai entrata nel vivo. Prima un rinvio a mezzogiorno, pochi minuti dopo l'inizio della seduta. Poi un altro stop alla ripresa pomeridiana fissata, per le 16, allo scopo di permettere alla maggioranza di rifare i conti che evidentemente non quadravano. Dopo due ore la decisione del rinvio. E' stato Camillo Cesarone, capogruppo dello Sdi, a chiederlo a Roselli: «Non vedo -ha detto- la necessità di un'approvazione frettolosa. C'è tempo per riflettere e trovare soluzioni adeguate, meglio rimandare tutto a dopo Natale». Proteste dall'opposizione, De Matteis ha parlato di «farsa», ma tutto è finito lì. Le difficoltà della maggioranza derivano dal fatto che non si riesce a coprire il buco di 150 milioni di euro necessario agli investimenti edenunciato dall'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico perché, com'era prevedibile, il Governo non ha autorizzato lo spostamento di fondi da alcuni capitoli ad altri del bilancio della Regione come aveva chiesto lo stesso governatore Ottaviano Del Turco. Risultato: voci importanti del bilancio ora corrono il rischio di restare prive di copertura finanziaria, con in più l'urgenza di reperire altri fondi per la cultura, l'Azienda di promozione turistica, l'Agenzia regionale per la tutela ambientale. Per non parlare della stabilizzazione di 71 precari e di un numero indeterminato di Co.co.co che una parte della maggioranza vuole regolarizzare a tutti i costi, per molti una manovra clientelare in piena regola. Un altro problema per la maggioranza è la prevedibile difficoltà di recuperare i 50 milioni del contenzioso con le cliniche private, importo calcolato in entrata ma che non sarà facile incassare per le prevedibili resistenze delle case di cura. Insomma un bel po' di confusione, tanto che Fabrizio Di Stefano coordinatore di An ha parlato di «bilancio burla, bilancio vuoto e fasullo. Noi dell'opposizione non ci faremo tirare dentro un problema come questo, che è soltanto della maggioranza. Se si va all'esercizio provvisorio sarà soltanto colpa vostra. Noi non faremo ostruzionismo». E Bruno Di Paolo, della Dc-autonomie: «Abbandono l'aula in segno di protesta. Quel che è accaduto è scandaloso». Dura anche la presa di posizione di Daniela Stati e Giuseppe Tagliente, Forza Italia: «Approvare un bilancio dichiarato falso dallo stesso D'Amico, ricevuto tre giorni prima, non discusso in commissione e portato in aula per la seconda volta in due anni senza relazione, non era mai accaduto». Anche il capogruppo Udc Mario Amicone ha abbandonato l'aula «di fronte all'arroganza continua e al disprezzo di ogni regola istituzionale e democratica da parte dei presidenti Roselli e Del Turco, insieme alla loro maggioranza , non esiste nessun senso di responsabilità che possa trattenermi in aula. Nel bilancio sono riscontrabili falsità nella documentazione obbligatoria e non allegata al bilancio stesso».