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Pescara, 09/05/2026
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Data: 23/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Molestava una ragazza sul bus: arrestato. La città violenta. L'aggressore, un cinquantenne, per mesi ha perseguitato la studentessa. La madre di lei: grazie ai carabinieri

Silenzi improvvisi e voglia di solitudine. Sono stati i campanelli d'allarme che hanno fatto venire a galla una triste storia di abusi ai danni di una ragazzina di appena 15 anni. Protagonista, L.P. di 50 anni, recidivo, residente ai Colli con gli anziani genitori. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri giovedì mattina proprio alla fermata dell'autobus sotto casa, quella della linea 5, e attualmente è agli arresti domiciliari. «Mi sono accorta che qualcosa non andava - racconta la mamma dell'adolescente - perché mia figlia ha assunto un atteggiamento di chiusura nei confronti di tutti. Rifiutava perfino di uscire, voleva essere accompagnata da me a scuola». Strano per una studentessa che non aveva mai avuto problemi e che, in classe, è tra le migliori. «Ho iniziato a chiedere spiegazioni di quel suo comportamento - prosegue la donna - finchè mia figlia è scoppiata a piangere e mi ha raccontato la storia: una vera e propria violenza sessuale, fisica e psicologica, alla quale era sottoposta ogni qualvolta prendeva l'autobus per andare a scuola e tornare a casa. Non diceva nulla perché provava una grande vergogna. Sono andata dai carabinieri a denunciare tutto, assieme a mio marito e mia figlia».
Secondo gli investigatori, dallo scorso mese di marzo fino alla fine dell'anno scolastico, L.P. saliva sul bus e, approfittando della folla dovuta all'orario, palpeggiava insistentemente la giovane e se non palpeggiava, faceva altro. A nulla valevano gli sguardi che la vittima rivolgeva all'aggressore facendogli capire che doveva smetterla: il molestatore si girava da un'altra parte facendo finta di niente. Le violenze sono ricominciate a settembre fino a quando gli uomini della stazione dell'Arma dei Colli, raccolta la denuncia, sono passati all'azione. In borghese hanno accompagnato la studentessa a scuola per giorni pedinando l'uomo. Con questa operazione hanno constatato che L.P. saliva e scendeva dai pullman, durante gli orari di punta, al mattino, all'ora di pranzo e nel pomeriggio, proprio quando i mezzi pubblici sono più affollati potendo, quindi, approfittare della confusione. I carabinieri hanno riferito l'accaduto all'autorità giudiziaria che ha emesso un ordinanza d'arresto per violenza sessuale, l'uomo che è ai domiciliari, sarà interrogato giovedì prossimo. Per la studentessa, che per tutti questi mesi è stata vittima della violenza, finalmente, la tranquillità di potersi recare a scuola senza paura. «In un primo momento - conclude il racconto la madre della ragazzina - c'è stata una forte tentazione di farsi giustizia da soli. Poi ci siamo rivolti ai carabinieri perché abbiamo fiducia negli uomini dell'Arma e dobbiamo riconoscere che c'è stato un approccio professionale e delicato allo stesso tempo vista la vicenda. Ringrazio i carabinieri per il lavoro svolto, quello che lascia perplessi, però, è la misura cautelare: per un reato così grave i domiciliari sembrano insufficienti».

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