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Data: 24/12/2007
Testata giornalistica: La Repubblica
Alitalia, no della Cgil al Cda. Dopo amministratori ed esponenti politici del Nord, anche i sindacati

ROMA - Dopo il sindaco di Milano Letizia Moratti e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, e in parte il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani si dice contrario alla scelta del Cda di Alitalia dell'offerta di Air France-Klm. "La Cgil non condivide la scelta del consiglio di amministrazione di Alitalia per ragioni di merito e metodo", dice Epifani, ricordando che la posizione della Cgil è analoga a quella di Cisl e Uil. Mentre tra Air France-Klm e AirOne si registra uno scontro a distanza sulle polemiche su Malpensa. La compagnia francese assicura che l'aeroporto verrà potenziato, soprattutto sotto il profilo della clientela business. Registrando lo scetticismo di AP Holding: "Appare curioso che si sostenga che un aumento della qualità del servizio da Malpensa si possa avere riducendo da 17 a 3 le destinazioni intercontinentali raggiungibili direttamente da quell'aeroporto".

Le ragioni di Epifani. "L'obiezione relativa al merito è che si scelto un piano nel quale non si conosce il contenuto e sul quale gravano molte incognite - spiega il segretario della Cgil - Per quel che riguarda il merito, c'è da chiedersi perché, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della compagnia".

Epifani accoglie pienamente anche tutte le obiezioni di amministratori ed esponenti politici del Nord Italia: "E' evidente che il piano di Air France non affronta in modo corretto il problema del futuro di Az Servizi, di Malpensa e non spiega nulla su come intenda garantire i collegamenti interni: questi sono i problemi che si chiede ad un operatore nazionale di affrontare. Non si tratta semplicemente di una questione di nazionalità della compagnia ma di avere risposte su tali quesiti".

"Tutto questo - conclude - rende adesso più delicata la scelta del governo. E' giusto che la decisione spetti alla politica ma il governo deve sapere che Cgil Cisl e Uil non sono d'accordo sulla strada scelta. Non si usi più l'argomento dell'indisponibilità del sindacato ad un processo di risanamento perché la Cgil è, era e sarà favorevole a governare un processo di questo tipo ma deve essere finalizzata a scelte industriali e a obiettivi condivisi e tutto questo per ora non si vede".

Air France-Klm su Malpensa. Tuttavia attraverso fonti non ufficiali Air France-Klm replica oggi alle accuse di merito, soprattutto per quel che riguarda Malpensa e le proteste del Nord: "Conosciamo bene l'importanza del sistema aeroportuale milanese e il suo ruolo per il sistema economico settentrionale. Proprio per questo il nostro piano prevede di incrementarne la qualità dell'offerta soprattutto per la clientela business, con voli in partenza al mattino presto e rientro in orari serali, cosa che oggi non avviene, o avviene troppo poco a Malpensa", spiegano fonti vicine alla compagnia aerea.

"Bisogna sfatare un mito - proseguono le stesse fonti - non è necessario essere un hub per essere un grande aeroporto. La nuova organizzazione dei voli sarà la base per consentire ad Alitalia di tornare a crescere e riconquistare le proprie naturali quote di mercato nel Nord Italia e sarà sviluppata sia nel rotte a medio che a lungo raggio. Siamo sicuri che grazie al progetto Air France-KLM Alitalia rafforzerà il posizionamento di vettore nazionale italiano, offrendo alle aziende italiane esportatrici il network del maggior gruppo mondiale e una politica commerciale (orari, voli, servizi) coerente con le esigenze del sistema economico ed industriale che rappresenta la spina dorsale dell'economia italiana e del suo rilevante successo in termini esportazioni".

La replica di AirOne. Ma le rassicurazioni su Malpensa non convincono AirOne: "Appare curioso che si sostenga che un aumento della qualità del servizio da Malpensa si possa avere riducendo da 17 a 3 le destinazioni intercontinentali raggiungibili direttamente da quell'aeroporto", commenta un portavoce di AP Holding, la finanziaria che controlla la compagnia aerea. "Chiediamo da tempo un confronto trasparente tra i due piani e le loro rispettive ricadute ed implicazioni - ricorda ancora AP Holding - Il nostro progetto è noto da tempo, consultabile online e presenta con chiarezza investimenti, tempi, organizzazione del network e ricadute occupazionali relativamente all'intero perimetro di Alitalia, inclusi i servizi di terra. Lo stesso non si può dire del piano dei francesi".

AP Holding respinge anche nello stesso comunicato le critiche al proprio piano industriale: "Il nostro un piano bancario? Il fatto che ci siano delle importanti banche internazionali al fianco della prima compagnia aerea privata italiana è la dimostrazione che il progetto AirOne è solido e quindi bancabile".

E quella di Air France. Lo scambio a distanza non si interrompe: Air France-Klm contesta i rilievi sulla scarsa traspartenza della propria offerta. "Il piano Air France-KLM, come quello di AP Holding, è stato consegnato ad Alitalia e vivisezionato da 2 advisor di grande reputazione e competenza quali Citi e Roland Berger", dice una fonte vicina alla compagnia aerea.
"Il risultato - continua la stessa fonte - è noto e significativo visto che il Cda di Alitalia ha assunto le sue deliberazioni all'unanimità. Difficile sostenere che non si sia trattato di confronto trasparente e razionale. I problemi di Alitalia non si risolvono mettendo piani online, ma inserendola da protagonista nel primo gruppo mondiale del settore".

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