Per il sottosegretario Grandi bisognerà attendere il nuovo "tesoretto"
ROMA. Si preparano grandi novità in materia fiscale. Meno tasse per i lavoratori dipendenti con un bonus che premi le famiglie e faccia scattare un esenzione fiscale per coloro che hanno un figlio e che sono tra i 30.000 e i 40.000 euro di reddito. Incentivazione delle opere pubbliche per dare una spinta all'economia e all'occupazione. Sgravi per i redditi entro i 40.000 euro l'anno e per i pensionati.
Tutto il pacchetto è ancora allo studio. Anche se ieri il sottosegretario all'Economia Alfiero Grandi frena e avverte che prima di parlare di detrazioni bisogna vedere i conti della trimestrale di cassa, che si presentano entro la fine di marzo.
«Mi pare difficile fare cifre prima della trimestrale di marzo: senza contare che i sindacati vanno interpellati per fissare obiettivi, condizioni, verifiche». Grandi ricorda che si potrebbe ampliare la no-tax area che ora è fissata a 8000 euro l'anno e che devono essere messi in primo piano i rinnovi contrattuali con prevedibili aumenti salariali. Il fisco, aggiunge, potrebbe intervenire per rendere più efficaci quegli aumenti.
Il sottosegretario ha insistito anche sulla necessità di riprendere l'iter parlamentare dell'innalzamento delle tasse sulle rendite finanziare dal 12,5 per cento al 20 per cento, come è nel resto della comunità europea. Per far questo bisogna chiedere ai capigruppo parlamentari di far ripartire il ddl che si è arenato per la mancanza del parere della Bilancio.
Ieri si è saputo che l'orientamento per il decreto di fine anno dovrebbe essere quello di non prorogare la rottamazione delle auto né degli elettrodomestici, provvedimenti che non sempre hanno avvantaggiato le nostre industrie. Il consiglio dei ministri del 28 dicembre dovrebbe dire l'ultima parola su molte decisioni, anche le ultime che riguardanmo la finanziaria. Oggi, giovedì, il presidente del consiglio terrà una conferenza stampa sulle misure e sul piano del governo.
Confindustria e sindacati cominciano già a tirare la coperta delle disponibilità del governo. La confederazione delle imprese chiede al governo di tenere presente l'importanza di privilegiare la produzione e quindi di tener conto nel piano di detassazione degli utili delle imprese. I sindacati si dichiarano ben disposti, ma in un'intervista di Gugliemo Epifani a Repubblica aggiungono che vogliono vederci chiaro sulle intenzioni del governo e chiedono di essere convocati, pena la rottura del consenso.
Il piano del governo, che finora non trova conferme, prevederebbe un bonus di 2550 euro per il primo figlio (sempre per i redditi inferiori ai 40.000 lordi) e alcune detrazioni che potrebbero essere al massimo di 228 euro per i lavoratori dipendenti e uno sgravio al massimo per il 2008 di 331 euro l'anno per i pensionati. Nell'anno che seguirà, il 2009, si ipotizzano anche una riduzione delle aliquote anche per i ceti medi e alti che dovrebbe portare da 23 al 20 la prima aliquota, la terza dal 38 al 37 per cento, la quarta aliquota dal 41 al 40 per cento. Si pensa anche a dedurre dall'Ici il valore del mutuo. Viene per ora accantonata la restituzione del fiscal drag che riguarda trenta milioni di persone.