ROMA - Air France-Klm si attrezza per l'ultimo round su Alitalia. I primi giorni di gennaio Jean-Cyril Spinetta, numero uno del gruppo francese, intende iniziare il suo road-show in Italia. E saranno i sindacati i primi a essere convocati dalla prima linea francese per approfondire il progetto di Parigi su Alitalia, soprattutto dopo il "no" ai francesi ribadito dai tre leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil (mentre i piloti dell'Anpac e gli assistenti di volo Anpav e Avia sostengono il progetto d'oltralpe). Poi toccherà alla politica. E un posto privilegiato in agenda sarà riservato al fronte del Nord, già sul piede di guerra.
Intanto, «non c'è niente di deciso» dicono da Palazzo Chigi, dopo che il 21 dicembre il cda di Alitalia ha espresso la sua preferenza per Air France-Klm. Ma un primo test importante per il via libera del governo (un passaggio decisivo atteso entro il 15 gennaio), è fissato per domani intorno al tavolo del Consiglio dei Ministri. E allora ancora una volta torneranno a misurarsi le preferenze per la soluzione francese (in prima linea il premier Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa), il monito per «l'interesse nazionale» del vice premier Francesco Rutelli, la posizione in bilico del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, e gli sponsor della soluzione italiana con Air One-Intesa (il ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il ministro degli esteri Massimo D'Alema).
In gioco c'è «l'interesse generale», ripete Palazzo Chigi. E il giorno di Natale lo stesso Prodi ha ricordato che dopo il giudizio dell'azienda il governo esaminerà «non solo gli aspetti finanziari ed economici, ma anche quelli di influenza: cioè la spinta o il freno nei confronti della società italiana». C'è «un'analisi da parte della compagnia - ha aggiunto Prodi - il Consiglio dei ministri lo esaminerà tenendo presente gli interessi della compagnia e dell'Italia».
Tra gli interessi della compagnia c'è quella di aprire le porte al nuovo socio in tempi brevi, considerato il ritmo di perdite di Alitalia. Secondo gli ultimi dati forniti dalla società, la posizione finanziaria netta del gruppo al 30 novembre 2007 pari a 1.191 milioni di euro, con un lieve incremento dell'indebitamento netto di 9 milioni. Quanto alla liquidità disponibile, al 30 novembre era pari a 395 milioni, circa 33 milioni in meno del mese precedente. Numeri che spiegano le sollecitazioni del consiglio di amministrazione al governo «a esprimere il suo orientamento» nei tempi previsti, considerate «le criticità finanziarie della compagnia e quelle di scenario via via sempre più impegnative».
Nel frattempo, una boccata d'ossigeno per il gruppo arriverà dal piano di dismissioni messo in cantiere dalla compagnia. Alitalia ha fatto sapere, infatti, di aver venduto tre coppie di slot (su tredici in portafoglio) sull'aeroporto di Londra Heathrow. Si tratta si asset preziosi che frutteranno alla compagnia di bandiera un effetto positivo per 54 milioni di euro già nel bilancio 2007. Il resto, altri 38 milioni di euro, arriveranno in cassa nel 2008 e serviranno ad assicurare almeno tre mesi in più di liquidità ad Alitalia. Il principale indiziato tra gli acquirenti degli slot di Londra è la Continental, tra le compagnie americane più interessate a sviluppare i collegamenti da Londra verso gli Usa, notoriamente le rotte più redditizie in circolazione.