Due inchieste, un solo punto di saldatura. E' quella di Guido Dezio, l'ex braccio destro di D'Alfonso diventato dirigente del Comune, la figura chiave delle indagini che coinvolgono il primo cittadino di Pescara. La prima, giunta alle soglie della richiesta di rinvio a giudizio, riguarda proprio il concorso con il quale Dezio è transitato dallo staff del sindaco ai ruoli interni dell'amministrazione comunale. La seconda, molto più delicata, riguarda invece presunti casi di corruzione, finanziamento illecito dei partiti e abuso d'ufficio in relazione all'attività urbanistica del Comune. Diversi gli indagati, tra imprenditori, tecnici, funzionari comunali e politici, ma il cuore dell'attività investigativa della squadra mobile resta il rapporto tra Dezio e D'Alfonso. Un rapporto del quale, in questo caso, vengono sondati i risvolti patrimoniali. Sotto esame, in sostanza, c'è un intero sistema di potere, alimentato dal grande business dell'edilizia.
L'inchiesta, partita a metà maggio con i primi sequestri a palazzo di città e le prime iscrizioni sul registro degli indagati, prende le mosse dalle dichiarazioni di un costruttore, Aldo Primavera, rimasto scottato da un affare non andato in porto, la valorizzazione di un terreno in via Terra vergine. Inizialmente sia Procura che squadra mobile si muovono ad ampio raggio sul versante politico: vengono persino controllati gli elenchi degli iscritti di tre partiti di maggioranza e opposizione, Forza Italia, Margherita e Udeur, alla ricerca di assunzioni di favore, mentre le indagini si concentrano in particolare sui rapporti tra Primavera e Licio Di Biase, assessore all'urbanistica della precedente giunta di centrodestra e oggi esponente di maggioranza con la casacca Udeur. Quando entra in scena la figura di Dezio, per l'uso di un fondaco di proprietà del costruttore Primavera, le indagini prendono però decisamente di mira il primo cittadino in carica. Attualmente, secondo quanto si è appreso, su D'Alfonso e su una serie di persone di famiglia sono in corso accertamenti patrimoniali. Il prossimo contatto diretto tra sindaco e inquirenti, sotto forma di interrogatorio o di spontanee dichiarazioni, darà un indirizzo definitivo alla mega inchiesta. E una risposta al punto interrogativo sul "sistema" D'Alfonso.