ROMA. L'annuncio del presidente del Consiglio Romano Prodi di ridurre le tasse sui lavoratori dai redditi medio-bassi, insieme alla richiesta di un «Patto» per migliorare i salari e promuovere una maggiore produttività, si intreccia con le richieste avanzate nelle ultime settimane dai sindacati. Per dissolvere lo spettro dello sciopero generale, che i sindacati potrebbero decidere nei direttivi convocati per il 15 di gennaio, sarà cruciale l'incontro in programma subito dopo le feste, l'8 gennaio, quando sindacati e governo si siederanno attorno ad un tavolo per un primo confronto. In vista del quale i sindacati hanno reso nota la loro piattaforma di richieste.
Interventi pari a 1% pil. Per Cgil, Cisl, Uil la priorità è diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati. Chiedono un intervento fiscale e tariffario a favore dei redditi e delle retribuzioni articolato in una serie di interventi di carattere strutturale, con lo spostamento di risorse pari ad un punto di Pil.
Tassazione 20% rendite. Si chie che i redditi derivanti da investimenti finanziari di natura speculativa vengano tassati, per il futuro, con un'aliquota del 20%.
Riforma Irpef. Viene chiesto un aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente e pensioni, con un primo intervento che renda lineare la curva decrescente, a partire dai redditi medi e medio bassi, anche attraverso una maggiore detrazione delle spese per la produzione del reddito. Si chiede poi di uniformare le no tax area a 8000 euro, di introdurre un bonus fiscale sotto forma di imposta negativa a favore degli incapienti.
Riduzione aliquote fiscali. I sindacati propongono una radicale riforma dell'Irpef, da realizzare in un arco temporale pluriennale, per realizzare uno spostamento di risorse a sostegno delle fasce di reddito nelle quali si colloca la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Oltre alle detrazioni, quindi, serve una revisione della scala delle aliquote, con particolare riferimento alla terza aliquota (38%), con l'obiettivo di aumentare il reddito disponibile.
Dote fiscale. Realizzare un unico strumento di sostegno fiscale alla famiglia con figli da determinarsi attraverso l'unificazione delle detrazioni per carichi familiari e l'assegno famigliare, istituendo, in tal modo, una «dote» fiscale per i figli da 0 a 18 anni, o almeno per i figli tra zero e i tre anni.
Aumenti contrattuali. Il sindacato chiede la riduzione delle tasse sugli aumenti contrattuali per consentirne una redistribuzione immediata a favore dei lavoratori dipendenti. Propone quindi la diffusione generalizzata della contrattazione di secondo livello e l'incentivazione e la riduzione delle tasse sugli incrementi di reddito collegati ad indicatori di risultato, come già avviato col Protocollo Welfare. Ciò significa anche definire regole e tempi più certi per la conclusione dei rinnovi contrattuali.
Tfr. Immediata riduzione della tassazione sul Tfr e una drastica riforma che semplifichi sensibilmente il meccanismo di calcolo dell'aliquota ed evidenzi i benefici della tassazione separata.
Federalismo fiscale, casa e tariffe. Il sindacato chiede infine la realizzazione di un serio federalismo fiscale che affronti il tema del carico fiscale complessivo che grava sui cittadini; politiche fiscali per la casa e, soprattutto interventi su tariffe e prezzi. Tutte le imprese che forniscono prodotti o servizi di pubblica utilità devono provvedere ad una riduzione dei prezzi all'utenza corrispondenti ai benefici ricevuti.