L'AQUILA. L'aula lascia che l'opposizione monologhi polemicamente su Finanziaria e Bilancio. È il segno che neanche quest'anno si andrà all'esercizio provvisorio. Così Ottaviano Del Turco può rilassarsi ed evitare persino di intervenire. Mentre scriviamo le votazioni proseguono sul Bilancio dopo il sì alla Finanziaria, ma l'approvazione è nelle cose. Non ci sono scogli insormontabili da superare e non c'è assalto alla diligenza da sferrare, perché di soldi ce ne sono pochini.
La Finanziaria, dove poteva annidarsi l'imboscata consiliare, è diventata un maxiemendamento molto tecnico di 57 commi. Poche le cose rilevanti. Ci sono i rifinanziamenti di leggi già in vigore; la previsione del recupero di 49,5 milioni di euro dai contenziosi con le cliniche private; la vendita ai privati tramite asta pubblica degli impianti di trasformazione dei prodotti dell'agricoltura di proprietà dell'ex Cofa; e soprattutto due commi che hanno fatto gridare allo scandalo l'opposizione: 950 mila euro per interventi per iniziative sportive e 625 euro per iniziative culturali e artistiche. Per Fabrizio Di Stefano (An) sono «rigurgiti della legge Omnibus per la distribuzione di fondi in maniera discrezionale: se è il frutto di un inciucio tra il centrosinistra e qualche settore dell'opposizione si sappia che noi non ci stiamo». Ci sono poi una serie di norme che dovrebbero aumentare i controlli del Consiglio sulla spesa pubblica. Per il resto c'è poco da segnalare, tranne uno scontro non solo verbale tra Mario Amicone (Udc) e Camillo Cesarone (Pd) quando il presidente Marino Roselli ha deciso di rendere inammissibili un centinaio di emendamenti.
Prima della Finanziaria era stato approvato il bilancio consuntivo del 2006. Un bilancio che registra un disavanzo di ben 294 milioni di euro rispetto alle previsioni. Netto il giudizio del presidente della Commissione Bilancio Angelo Orlando (Rifondazione): «Testimonia la fine di un'epoca, di un momento cioè nel quale il bilancio è stato la sommatoria di singole monadi», ossia delle necessità economiche dei singoli assessorati, senza raccordo alcuno. «Ora dal rendiconto e dalla previsione», aggiunge Orlando «nasce la necessità di non immaginare più nessuna possibilità di dilatazione della spesa, e di puntare invece alla determinazione del controllo della qualità della spesa». Di questo si occupa anche la Finanziaria appena approvata. Ma per Orlando qualità della spesa significa nello stesso tempo «andare alla guerra contro il governo» per evitare che la sanità continui a prosciugare le risorse della regione. Riguardo al Bilancio si sono rincorse voci per tutta la giornata su un colpo di mano notturno per inserire una norma che permetta il rinnovo del contratto dei precari della Regione prima che da gennaio cambino le regole per l'assunzione.