Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.717



Data: 30/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«In piazza per Malpensa». Bossi chiama il Nord alla rivolta contro la scelta che penalizza l'aeroporto milanese. Air France: vicepresidente italiano ed esuberi limitati

MILANO. Lo scontro su Alitalia diventa incandescente. Il governo ha deciso di intavolare trattative, per 8 settimane, con Air France ma l'opposizione si fa sentire e chiede che la questione venga discussa in Parlamento. La confusione sale con il passare dei giorni e la Lega - ieri ha parlato Bossi - organizza una manifestazione a Malpensa, l'aeroporto che potrebbe essere penalizzato se Alitalia finirà ai francesi. E proprio dallo scalo di Malpensa, Alitalia ha (di fatto) già cancellato i voli per le destinazioni a lungo raggio che saranno sacrificate. Ad oggi, Alitalia collega con voli diretti l'aeroporto lombardo con Toronto, Boston, Newark (periferia di New York), Chicago, Miami, Caracas, Buenos Aires, Osaka, Delhi, Bombay, Shangai, Dubai, Dakar (o Accra, in Senegal), Tokio, San Paolo e New York (aeroporto Kennedy). L'ultimo piano per il salvataggio della compagnia prevede il taglio di tutte queste destinazioni per lasciare attive solo le ultime tre (New York, Tokio, San Paolo). Il piano dovrebbe scattare a marzo e Air France, se l'affare andrà in porto, ha semplicemente detto che intende rispettarlo. Dunque, le altre 14 destinazioni sono destinate a sparire. In effetti è quanto è già successo in questi giorni: Alitalia non emette più biglietti per quei voli.
I francesi starebbero pensando a un italiano come vicepresidente e una rappresentanza italiana verrebbe garantita anche nel consiglio di amministrazione. Per cercare di arrivare a un accordo, nei prossimi giorni il numero uno di Air France potrebbe venire in Italia per incontrare i sindacati (vero ostacolo alla trattativa). Air France potrebbe potenziare il settore della manutenzione (dove la Cgil è forte) portando in Italia l'assistenza anche ai suoi aerei. Gli esuberi (dicono a Parigi) non sarebbero elevati (1.000 in Alitalia Fly dove sono previste assunzioni dal 2010) mentre a piloti e assistenti di volo, che circolerebbero nelle tre compagnie, verrebbe applicato il contratto di lavoro francese.
L'opposizione, comunque, è sul piede di guerra. «Da queste parti la gente è incazzata, perchè ha pagato per mantenere in piedi Alitalia e come ricompensa ci portano via Malpensa», dice Bossi. Che aggiunge: «Scenderemo in piazza, ci faremo sentire».
Ai leghisti risponde Maurizio Zipponi (Rifondazione comunista): «Invece di abbaiare alla luna bisognerebbe arrivare a una cordata Air One (supportata da Banca Intesa) con il colosso tedesco Lufthansa. Se è vero che la trattativa con i francesi non è conclusa, questa potrebbe essere un'ipotesi alternativa».
Non si pronuncia, invece, Antonio Di Pietro. «E' una società quotata - dice - e voglio evitare speculazioni».
Cgil e Cisl, contrarie alle decisioni dell'esecutivo, ora alzano la voce. «E' un errore grave cederla al miglior concorrente nel settore del turismo - dice Bonanni - e al momento non si conoscono i criteri, le modalità, nulla è trasparente. Prima di alienarla bisogna avere piena legittimità nel farlo e, secondo me, i presupposti non sono legittimi».
Il giornale francese "Le Figaro" è uscito ieri con un'inquietante domanda: "E se Air France facesse un'offerta a ribasso"? «La società - scrive il quotidiano - ha vinto la prima tappa e potrebbe provare a fare un'offerta meno elevata. Bisogna vede se il governo italiano l'accetterà». E' noto, Air France offre 35 centesimi per azione Alitalia, contro 1 centesimo offerto da Air One.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it