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Pescara, 06/05/2026
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30/12/2007
Il Centro
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Bilancio di sacrifici e spese sotto controllo. L'aula approva la manovra, inizia la partita col governo per i fondi aggiuntivi |
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PESCARA. Per il terzo anno consecutivo il consiglio regionale approva bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre ed evita l'esercizio provvisorio. Un record che si aggiunge a quello della più lunga seduta della storia recente: 17 ore senza interruzioni, dalle 11 del mattino alle 4 del mattino successivo, una maratona che spiega le voci rauche dei consiglieri e qualche intemperanza registrata durante i lavori. È mancato inoltre l'assalto alla diligenza a suon di emendamenti. Il testo della Finanziaria arrivato in aula sotto forma di maxiemendamento della maggioranza è rimasto sostanzialmente invariato. Stesso discorso per il Bilancio. E si capisce. Se si tolgono i 2 miliardi 248 milioni della sanità, restano poco più di 550 milioni per gli altri settori, compresa la macchina amministrativa che assorbe due terzi di questa cifra e compresi gli interessi sul debito che ammontano a 106 milioni. È per questo che, come ha fatto notare Bruno Di Paolo (Dc per le Autonomie), su ottomila voci in bilancio sono 5.619 quelle con l'assegnazione "zero euro". E anche molte leggi esplicitamente rifinanziate dalla Finanziaria lo sono a zero euro. Certo non sarà così per tutto il 2008. Piano piano le singole poste torneranno a riempirsi con fondi di provenienza statale o europea. E una prima variazione di bilancio è attesa già per gennaio. Ma sicuramente è difficile programmare le attività se ad esempio un assessorato come quello della Formazione e lavoro, gestito da Fernando Fabbiani ha in Bilancio fondi per appena 2 milioni e mezzo. È un orizzonte che si abbraccia restando nel cortile di casa. Il destino di questo bilancio è infine appeso a questioni che oggi nessuno può dire risolte o risolvibili a breve. Come i 50 milioni circa che la Finanziaria prevede di recuperare dai contenziosi con le cliniche private per lo sfondamento dei tetti di assistenza nel 2005. Oppure i 133 milioni che la Regione intende recuperare destinando ad altra causa fondi concessi dallo Stato per progetti mai andati in porto. Si sa che il ministero dell'Economia avrebbe fatto trapelare una "non indisponibilità" che è un po' diverso da un chiaro via libera. C'è poi il famoso accordo di programma Stato-Regione sull'innovazione e lo sviluppo previsto dalla Finanziaria nazionale, la cui trattativa è ancora tutta da impostare. Romano Prodi è sensibile alle sollecitazioni di Ottaviano Del Turco, ma il premier ha molti pensieri per la testa, oltre l'Abruzzo. La cosa che si può dire con certezza è che gli abruzzesi non subiranno un aumento di tasse, perché quelle che pagano per sostenere la sanità sono già tante. Ma per continuare a pagarne tante senza arrivare a pagarne troppe dovranno anche fare il tifo perché il piano sanitario arrivi a buon fine senza stravolgimenti e il risanamento impostanto dall'assessore Bernardo Mazzocca sia compiuto entro il 2010. Tra le misure introdotte dalla Finanziaria regionale va infine sottolineato il tentativo di Giunta e Consiglio di mettere sotto sorveglianza la spesa pubblica. Il Patto di stabilità interno per gli obiettivi di finanza pubblica viene esteso anche agli enti strumentali e alle aziende regionali, ad eccezione delle aziende per il diritto allo studio. Infine ogni legge o modifica di legge che implichi un aumento di spesa dovrà essere sottoposta al parere vincolante di una apposita struttura che dovrà essere costituita entro il 30 maggio in seno al Consiglio regionale.
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