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Data: 30/12/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Scalo merci verso lo stop, industriali in rivolta. Trenitalia trasferisce il personale della stazione. Il Coasiv: a rischio anche il porto

VASTO. Prima la soppressione dell'ufficio della polizia ferroviaria nello stazione Vasto-San Salvo, poi la decisione di trasferire a Pescara il personale addetto al servizio merci decretando in pratica la chiusura dello scalo. Di fronte a quest'ultima scelta di Trenitalia si ribellano però gli imprenditori del Vastese. E ad allarmarsi sono anche le industrie della Val di Sangro.
Se Trenitalia non dovesse ripensarci, Honda, Pilkington, Sevel, Denso e Golden Lady si troveranno a far fronte ad un aumento considerevole dei costi, dovendo far riferimento allo scalo merci di Pescara. Il taglio delle merci nella stazione Vasto-San Salvo può infatti avere conseguenze anche nello scalo di Punta Penna.
A guidare la protesta è il consigliere regionale del Pd, Antonio Boschetti con una lettera all'amministratore delegato di Trenitalia spa, Vincenzo Soprano e al direttore regionale, Maria Annunziata Giaconia. «Vi chiedo di scongiurare questa ipotesi che oltre a penalizzare il settore industriale, provoca ricadute negative sul tessuto socio-economico del Chietino», scrive Boschetti, «e questo dopo aver appena superato un periodo di stagnazione del mercato del lavoro grazie anche allo scalo merci».
La decisione di Trenitalia, a parere della Regione, rischia di vanficare gli sforzi fatti per aggirare crisi congiunturale sfavorevole.
Boschetti dopo aver presentato una interrogazione urgente alla giunta regionale fa sapere di aver chiesto anche un intervento del presidente del Senato, Franco Marini ed ha programmato una riunione di tutti i sindaci e degli industriali del Vastese. «Mai come questa volta occorre fare fronte unico opponendosi ad una decisione che danneggerebbe gravemente le industrie del Chietino», commenta il presidente regionale di Confindustria, Riccardo Marrollo non appena informato della decisione di Trenitalia, «chiudere lo scalo merci significa invitare le industrie a lasciare il Vastese. E' una decisione assurda».
Sono parimenti sconcertati i dirigenti del Coasiv, consorzio industriale del Vastese. «Il comprensorio conta diecimila addetti, le decisioni prese da Trenitalia rischiano di creare grossi problemi anche al settore mercantile e al porto di Punta Penna», rimarca Fabio Giangiacomo presidente del consiglio d'amministrazione del Coasiv. Il rappresentante politico non ha dubbi: «Le due stazioni di Vasto, sia quella a ridosso della zona industriale che quella di località San Tommaso vanno rivalutate. Sono centinaia i cointainer che arrivano anche dal Molise a Punta Penna grazie alla ferrovia». Il Coasiv ha programmato di investire parte dei 9 milioni di euro ricevuti per il prolungamento della linea ferroviaria dallo scalo di Punta Penna al porto.
L'Ente ha concluso anche i lavori dell'autoporto di Piana Sant'Angelo, «destinato», ricorda Giangiacomo, «a diventare un centro di smistamento delle merci». «Ma se viene soppresso il servizio merci, tutti gli sforzi servono a ben poco. E a subire danni e disagi sono settori vitali: non solo l'industria, ma anche il commercio», insiste il presidente del Consorzio.

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