Consiglio regionale. Il centrosinistra si rilancia dopo la lunga notte spesa per l'approvazione dello strumento finanziario
L'AQUILA - Di più, molto di più d'una lunga notte di Natale o, se preferite, di Capodanno. Tanto c'è voluto al Consiglio regionale per approvare il bilancio di previsione e la finanziaria 2008 che hanno avuto il via libera definitivo alle cinque di ieri mattina dopo un lungo braccio di ferro con polemiche, scontri verbali, accuse e contraccuse a volte violente. E ieri a mezzogiorno Ottaviano Del Turco, il governatore, portava sul volto i segni della lunga notte insonne, ma ha voluto fare lo stesso il bilancio del duro confronto in aula e mostrare la propria soddisfazione per aver superato un momento difficile. In effetti l'esercizio provvisorio sarebbe stato una iattura per la Giunta, con la possibilità concreta di un avvicendamento al v ertice di due assessorati chiave: Bilancio e Sanità. Pericolo scampato, dunque, per D'Amico e Mazzocca. Ma la soddisfazione di Del Turco, ieri, andava ben oltre le vicende dell'aula. Il 28 dicembre una delegazione della Regione composta da funzionari della Sanità e del Bilancio ha presentato al Governo un documento per chiedere il via libera a riduzioni consistenti delle tariffe concordate nel 2005 con le cliniche private. Tagli che porteranno altri soldi nelle casse della Regione. Ma andiamo con ordine.
Il governatore ha esordito parlando di «tradizione virtuosa di una Regione che approva la finanziaria nei tempi dovuti. Dovrebbe essere una cosa normale, invece hanno definito una stravaganza del presidente quella di pretendere il rispetto dei tempi. Ma stravaganza non è. In primo luogo perché la Regione dà di sé un'immagine di regolarità e correttezza. Eppoi perché governare in "dodicesimi", come sarebbe avvenuto con l'esercizio provvisorio, avrebbe avuto costi aggiuntivi pesanti, anche considerando che siamo sotto la lente d'ingrandimento di Europa e Governo per i quali non saremmo stati degli interlocutori ideali. E questo nel momento in cui si sta per concludere positivamente il piano di risanamento concordato in sede governativa. Sarebbe stato un campanello d'allarme». Secondo Del Turco, ora sarà invece possibile insistere per ottenere quegli aiuti «che premierebbero la nostra onestà e la voglia di rimettere le cose a posto. Sono orgoglioso di avere avviato il risanamento dopo aver ereditato una Regione disastrata. Sarà una grande soddisfazione lasciarla in ordine».
Passando alle cliniche private, Del Turco ha spiegato che i contratti per le prestazioni sottoscritti con la Regione nel marzo del 2005, cioè prima delle elezioni, scadono oggi e che il documento presentato al Governo prefigura una forte riduzione delle tariffe. «Quei contratti furono molto generosi, noi proporremo soluzioni eque e giuste. Se il Governo ci darà via libera, agli imprenditori della sanità privata proporremo un accordo, altrimenti applicheremo il tariffario così com'è». Come dire, chi ci sta bene, altrimenti queste sono le condizioni: prendere o lasciare. Il governatore, che firmerà il bilancio domani stesso, ha sottolineato ancora una volta che negli anni del centrodestra ci sono stati cinque esercizi provvisori e di conseguenza cinque assessori alla Sanità e quattro al Bilancio. «Logico che da tutto ciò derivasse un grande squilibrio che non ha fatto bene alla Regione».
Del Turco si è mostrato soddisfatto della tenuta della maggioranza: «La seduta non è mai stata in pericolo». Ha poi espresso solidarietà al presidente del Consiglio Marino Roselli «vittima di aggressioni verbali inammissibili, e ciò per l'andamento della votazione che ha indispettito la minoranza». L'ultimo rabbuffo lo ha riservato all'ex assessore al Bilancio, Alfredo Castiglione: «Avrebbe dovuto tacere, invece di attaccare la Giunta. Lui da assessore, per far quadrare il bilancio, aveva anche pensato di utilizzare i 20 milioni degli stipendi dei dipendenti».