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Pescara, 06/05/2026
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Data: 30/12/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
La Procura ascolterà il sindaco. L'incontro forse già domani. Lui rilancia: «Pronto a ricandidarmi»

«Sono pronto a ricandidarmi se la coalizione me lo chiederà». Come cinque anni fa, anche oggi Luciano D'Alfonso si dichiara disponibile ad una candidatura, stavolta bis, ma si rimette alla volontà e al corteggiamento del centrosinistra. Di dimissioni neanche a parlarne, e lo stesso ministro Di Pietro, intervistato sul caso-D'Alfonso, è stato chiaro: «Le dimissioni a seguito di indagine giudiziaria sono rimesse alla coscienza degli interessati. Ma se non c'è sentenza in giudicato vale la presunzione d'innocenza».
E perciò appare sereno il primo cittadino pescarese nel giorno dedicato al bilancio di un anno di attività amministrativa: «Dodici mesi intensi ma anche pieni di amarezze», commenta il sindaco. E il riferimento è alle 19 denunce prese, ma soprattutto agli avvisi di garanzia per abuso d'ufficio, corruzione e illecito finanziamento ai partiti. La seconda inchiesta, della quale D'Alfonso dice d'aver avuto notizia da Il Messaggero, s'annuncia delicatissima ed è motivo di tensione per il primo cittadino. «Voglio farmi ascoltare al più presto in Procura per chiarire ogni cosa» ha ribadito anche ieri: ma le dichiarazioni spontanee non si rendono sotto interrogatorio, ciò vorrebbe dire che D'Alfonso in tal caso non si sottoporrebbe alle domande dei magistrati, e allora un'altra domanda sorge spontanea: se non sa di cosa è acccusato o soltanto lo presume, di cosa andrebbe a parlare ai giudici? Diverso sarebbe accettare un interrogatorio, la qual cosa è possibile sulla base di una contestazione ovvero di un avviso di garanzia che il sindaco dice però di non aver ancora ricevuto. Comunque, sarà la Procura a decidere se e quando: la disponibilità all'incontro è stata comunicata al sindaco attraverso i legali ed è probabile che il faccia a faccia possa avvenire già domani mattina, ultimo giorno dell'anno e giorno lavorativo a Palazzo di città.
L'accusa più pesante è quella di corruzione, che non dovrebbe essere collegata alla disponibilità del fondaco avuto in prestito dal costruttore Aldo Primavera e utilizzato come ripostiglio: quest'aspetto dell'inchiesta fa pensare più ad un collegamento con il finanziamento illecito ai partiti, di cui pure D'Alfonso dovrà rispondere. La corruzione fa evidentemente riferimento ad altre situazioni di cui la procura è a conoscenza e spiega gli accertamenti patrimoniali che gli inquirenti stanno conducendo ovvero hanno condotto nei confronti del sindaco ed estesi a membri della sua famiglia (nessuno dei quali è indagato). Le verifiche su conti correnti proprietà mirano a far luce su eventuali scambi di denaro. Vale la pena ricordare che i filoni d'inchiesta per l'urbanistica al Comune scorrono su due binari paralleli e bens eparati: da un lato i 22 accordi di programma, per i quali sono stati sequestrate montagne di faldoni, e dall'altro l'appalto per l'area di risulta assegnato a Toto. Ultimo dettaglio non trascurabile è che per quest'inchiesta è al lavoro un pool di quattro magistrati, i più esperti della Procura. L'accelerazione di questi giorni - D'Alfonso è stato destinatario di due avvisi di garanzia o comunicazioni di fine indagine nelle ultime due settimane - conferma la volontà della magistratura di stringere i tempi essendo forte l'esigenza di non arrivare in prossimità delle elezioni amministrative per le quali, com'egli stesso ha detto, D'Alfonso potrebbe essere in corsa per un mandato bis.

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