La sede dell'agenzia resta chiusa dopo il rischio crolli. Basti: un mese per i lavori
PESCARA. Lo smog a Pescara non è più sotto controllo da sedici giorni. Le centraline per il rilevamento della qualità dell'aria funzionano, ma i computer dell'Arta sono spenti e non registrano più i dati sull'inquinamento trasmessi in tempo reale dai misuratori, installati in sei zone della città. In questo modo, non si conoscono più le concentrazioni di inquinanti pericolosi, come micropolveri e benzene, che fanno rilevare spesso dei superamenti.
E' così dal 14 dicembre, cioè da quando i tecnici del dipartimento provinciale dell'Arta hanno dovuto abbandonare di corsa la vecchia sede di viale Marconi, perché l'edificio, che risale agli anni Trenta, stava cadendo a pezzi. I dipendenti sono stati trasferiti temporaneamente negli altri uffici dell'agenzia regionale per l'ambiente di Chieti, Teramo e Atri. Nelle nuove postazioni riescono a svolgere comunque le analisi delle acque e del suolo, ma non sono in grado di rilevare i dati dello smog. Il direttore generale dell'Arta, Gaetano Basti, spera di poter ripristinare in qualche modo il collegamento tra centraline e computer, ma il rischio che il black-out continui fino al termine della ristrutturazione della vecchia sede è molto alto. «La ditta che svolge i lavori» ha detto Basti «spera di poter terminare l'intervento entro un mese, ma temo che non ce la farà. Dovremo, quindi, studiare un sistema per la registrazione in tempo reale dei dati dello smog. Il mio compito finora è stato quello di garantire la sicurezza dei lavoratori».