Resta bloccato l'incremento chiesto dalla Strada dei Parchi
PESCARA. Dal 1º gennaio costa di più viaggiare sulle autostrade abruzzesi A25 e A24. Ma il maggiore incasso non andrà alla concessionaria Strada dei Parchi, del gruppo Toto, bensì direttamente all'Anas. Lo ha previsto la Legge Finanziaria 2007. L'incremento del ticket è mediamente dell'1 per cento e varierà in funzione delle classi di pedaggio.
Nel 2008, per effetto dell'aumento del sovrapprezzo di competenza Anas definito con la legge 296/2006 (Finanziaria 2007), passato da 0,0020 a 0,0025 euro per chilometro, la variazione della tariffa unitaria chilometrica aumenterà mediamente dell'1% (lo scorso anno l'aumento era stato tra lo 0,80% e 1,80%), con variazioni che dipendono dalla classe del veicolo. In più in conseguenza dell'Iva e dell'arrotondamento ai 10 centesimi, previsto per legge, i pedaggi possono incrementarsi, sulla base delle tratte percorse, in misura anche superiore alle percentuali indicate. Si tratta di aumenti nazionali che vanno direttamente nelle casse dello Stato e utilizzate per investimenti e ammodernamenti del sistema viario.
Per l'Abruzzo è il quinto aumento in cinque anni. Ma la stangata poteva essere anche più pesante.
La Strada dei Parchi nello scorso dicembre aveva chiesto un aumento delle tariffe del 3,16%, ma l'Anas e il ministero delle Infrastrutture di Antonio Di Pietro l'ha sospesa per "minore manutenzione". La tariffa potrà però essere recuperata nel corso del 2008. Uno stop che non toccherà gli automobilisti abruzzesi che percorrono la A14 che dal 1º gennaio ha registrato un aumento del 3,61% come richiesto da Autostrade per l'Italia, il maggiore ottenuto, che sommandosi all'1% di competenza Anas posta a una stangatina del 4,61%. Un rincaro che insieme a quelli di luce, gas, benzina, gasolio e tasse locali contribuiscono a quella stangata che le associazioni dei consumatori calcolano in circa 700 euro all'anno per famiglia. Un calcolo che in Abruzzo va caricato delle maggiori aliquote Irpef e Irap per le imprese) dovute ai debiti della sanità.
Sulla mancata o minore manutenzione delle autostrade in concessione, il governo aprì un contenzioso con le società di gestione autostradale che ha portato alla riforma del settore e al nuovo schema di convenzione unico per i rapporti tra l'Anas e le società di gestione autostradale. Il maggior investimento previsto dalla Strada dei Parchi è quello delle complanari alle porte di Roma.