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Data: 04/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Niente contratto, a rischio 300 precari. Regione senza piano di stabilizzazione. Si spera nella Finanziaria

L'AQUILA. Futuro pieno di incognite per oltre 300 precari della Regione dopo la mancata approvazione, entro il 31 dicembre scorso, del piano di stabilizzazione da parte del Consiglio regionale. Molti di loro sono con il fiato sospeso per l'assenza di un percorso certo. Al di là delle rassicurazioni verbali di più di un componente della giunta e dell'assessore regionale al personale, Giovanni D'Amico.
Finora non è ancora stata definita una strategia per "salvare" i molti contratti a termine in scadenza nel mese di gennaio. Paradossalmente l'emergenza non è sulla stabilizzazione bensì sulla proroga dei contratti al personale a tempo determinato e ai co.co.co. E il rischio che per più di un precario l'esperienza in Regione sia al capolinea è reale: infatti, la Finanziaria nazionale non permette il rinnovo dei contratti a quelle Regioni che non hanno un piano di stabilizzazione. Lo permette, invece, a quegli Enti regionali che predispongono un piano entro il 30 marzo prossimo. Ma l'Abruzzo, il cui piano è stato approvato prima di Natale dalla Giunta e non dal Consiglio, non può permettersi tutto questo tempo; deve recepire la finanziaria nazionale e fare tutto entro il mese di gennaio se vuole avere la certezza di recuperare il personale che andrà a casa nel corso del mese.
Cominceranno l'8 gennaio prossimo alcuni dipendenti a termine dell'ufficio stampa della Giunta regionale, poi il 15 ci sarà un'altra decina di contratti in scadenza, per finire il 31 gennaio prossimo con una settantina tra personale con contratto a tempo determinato e co.co.co. di contratti scadenza.
Nel corso del 2008 scadranno 73 contratti a tempo indeterminato e oltre 250 di collaborazione coordinata e continuativa: si tratta di lavoratori che in molti settori, anche alla luce dell'esodo incentivato che ha portato al pensionamento circa 200 persone, sono determinante per l'attività amministrativa. Comunque, viste le polemiche di un gruppo di dipendenti contro i precari con tanto di accuse di parentopoli nei confronti di politici regionali e le questioni emerse in Consiglio in occasione delle sedute di fine anno sul bilancio quando non è stato approvato il piano di stabilizzazione licenziato dalla Giunta, non è che la situazione su questo delicatissimo clima sia molto rosea.
Non è ben chiaro il motivo per il quale il Consiglio non abbia approvato neppure la cosiddetta norma ponte per permettere il rinnovo dei contratti in scadenza a gennaio, in attesa del sì definitivo al piano. Piano per il quale ci vorrà un nuovo accordo in maggioranza perché il via libera dell'Assemblea regionale è saltato anche per il fatto che numerosi consiglieri hanno chiesto di stabilizzare pure i dipendenti a termine dei gruppi politici.
Una eventualità che porterebbe a circa 400 i precari da stabilizzare che non avrebbe la copertura finanziaria. «L'assessore D'Amico ha portato in Giunta un provvedimento concertato con i sindacati», ha detto il segretario generale della presidenza della Giunta, Lamberto Quarta, «quindi l'esecutivo ha espresso la volontà di mantenere gli impegni assunti. Chi maturerà il diritto, sarà stabilizzato, sempre entro la disponibilità finanziaria che ha il settore personale». Quarta ha cercato di tranquillizzare sul rinnovo dei contratti a termine «anche se bisogna interpretare meglio la Finanziaria nazionale. Si dice che si possono rinnovare i contratti se è stato avviato il piano di stabilizzazione. A mio parere, noi lo abbiamo avviato approvando il provvedimento in Giunta che poi dovrà passare in Consiglio».

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