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Data: 04/01/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lo scandalo dei concorsi: indagato Cordoma. Parentopoli. Il sindaco di Montesilvano è sotto inchiesta per abuso e rivelazione di segreti di ufficio

Dagli interrogatori dei testimoni elementi nuovi in mano agli investigatori. Nel mirino le commissioni d'esame

Anche il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, entra ufficialmente nell'inchiesta sui concorsi sospetti al Comune. Il primo cittadino, a soli sette mesi dalla sua elezione, finisce sul registro degli indagati con le accuse di abuso d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio. Il suo nome si aggiunge a quello dell'assessore all'urbanistica, Corrado Carbani, e al capo gruppo di Forza Italia, il consigliere comunale Luigi Marchegiani, oltre a quello del presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Lorenzo Sospiri, e di undici candidati vincitori dei quattro concorsi "pilotati" secondo l'accusa. Un vero terremoto che si abbatte nuovamente sulla quinta città abruzzese che ancora non esce dalla tangentopoli che portò in carcere mezza giunta di centro sinistra guidata dal sindaco Cantagallo.
L'ingresso del primo cittadino in questa inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giampiero Di Florio e condotta dal dirigente della squadra mobile, Nicola Zupo, rende ancora più delicata la posizione del neo eletto governo di centro destra che, dopo l'operazione "Ciclone" si trova a fare i conti con un "Ciclone bis". Nei giorni scorsi c'era stata anche una intensa attività investigativa e tre personaggi (non indagati, ma persone informate sui fatti molto vicine al sindaco Cordoma) sono passati davanti al Pm per un lungo interrogatorio che avrebbe permesso alla procura di acquisire elementi interessanti per l'inchiesta. Un altro passaggio fondamentale è stato l'interrogatorio, sempre come persona informata sui fatti, del segretario comunale di Montesilvano (ascoltata dalla squadra mobile), che in questa vicenda ha ricoperto anche il ruolo di presidente di una delle commissioni finite nel mirino della magistratura. E sarebbe stata sempre lei a far saltare quello che era, sempre secondo l'accusa, il piano per far vincere i concorsi a persone vicine ad An (qualcuna è stata anche candidata all'ultima elezione) e a parenti e amici di altri esponenti politici come Carbani e Marchegiani (raggiunti da avvisi di garanzia e perquisiti). L'inchiesta ruota infatti attorno ad una griglia, quella con i risultati dei quiz, che la sera prima dei concorsi sarebbe stata consegnata ad un esponente di An e che avrebbe fatto scatenare gli altri partiti alleati tagliati fuori da quella spartizione di posti. E così quella griglia sarebbe finita nelle mani anche degli alleati di governo con il risultato che la prova scritta decretò una lunga lista di candidati con il massimo dei voti. Una situazione esplosiva che avrebbe indotto il presidente di una commissione ad operare una durissima prova orale per mettere una pezza a quel pasticcio: un colloquio che avrebbe provocato l'esclusione di alcuni di quelli che avevano l'assunzione già in tasca e dunque una guerra fratricida all'interno della maggioranza. Una situazione molto delicata che con ogni probabilità costringerà il sindaco Cordoma a compiere determinati passi per cercare al più presto di chiarire la sua posizione, anche perchè l'inchiesta sembra essere soltanto all'inizio. La procura è in attesa del rapporto della polizia per proseguire con il possibile coinvolgimento delle commissioni d'esame.

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