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Pescara, 09/05/2026
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Data: 05/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Autonomia del sindacato e sciopero generale di Giustino Zulli (*)

Dal primo gennaio una mitragliata di aumenti si è abbattuta sulle famiglie italiane: energia elettrica e gas hanno subìto consistenti rincari per effetto del costo del petrolio.
Anche le tariffe dell'acqua e i pedaggi delle autostrade, per non essere da meno, hanno avuto le loro impennate.
Nelle ultime ore il prezzo del fusto di petrolio ha raggiunto e superato la soglia dei cento dollari e molti analisti concordano nel ritenere che presto il fusto di petrolio arriverà a 150 dollari col conseguente rincaro, oltre che dei generi di prima necessità che recentemente hanno già avuto un'impennata ingiustificata dei prezzi, di energia elettrica e gas, trasporti e tutto ciò che ha a che fare con il petrolio e i suoi derivati visto che, dissennatamente, il nostro Paese, con le sue classi dirigenti, a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso, ha privilegiato il trasporto su gomma a danno della rotaia e ha scelto, in maniera davvero miope, di costruire tante autostrade sottovalutando il valore di quelle naturali e non inquinanti del Mar Tirreno e Adriatico.

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Tutta questa girandola di rincari non potrà che riflettersi negativamente sulle già disperate condizioni di vita di milioni di famiglie che già oggi faticano non ad arrivare a fine mese, ma addirittura alla fine della terza settimana e anche su quelle, monoreddito, composte da quattro persone già entrate da tempo nell'orbita della povertà relativa e nelle mense della Caritas, mentre circa sette milioni di lavoratori attendono il rinnovo dei loro contatti di lavoro ormai scaduti da molti mesi.
In questo difficile quadro, a mio avviso, la Legge Finanziaria approvata con fatica dai due rami del Parlamento, non dà risposte decenti ai bisogni e alle aspettative dei ceti più deboli, quelli generalmente rappresentati dai sindacati confederali.
Qual è allora, in questa situazione, il compito di un sindacato veramente autonomo dai padroni, partiti e governi di qualunque colore politico? Proporre forme di lotta adeguate per far sentire di più la voce degli ultimi. E' mia opinione che sia matura la proclamazione, non il solo annuncio, dello sciopero generale nazionale, da parte dei sindacati dei lavoratori dipendenti Cgil, Cisl, Uil, Ugl, da fissare in una data che consenta l'effettuazione di migliaia di assemblee nei posti di lavoro per spiegare nel modo migliore possibile le sue ragioni e anche l'eventualità di una sua revoca, nel caso in cui il Governo decida di accogliere le sue richieste, modificando una rotta che non va esattamente nella direzione della difesa dei redditi dei ceti più deboli.
Cgil, Cisl, Uil, Ugl proclamino lo sciopero generale fissando una data prima dell'incontro con il Governo e solo dopo l'accoglimento delle richieste più giuste e sacrosante del mondo del lavoro dipendente, lo si revochi.
Solo così, a mio avviso, si salvaguarda la vera autonomia del Sindacato che, altrimenti e al di là delle dichiarazioni di rito, sarebbe subalterno all'attuale Governo di centrosinistra.

(*) Comitato direttivo della Cgil di Chieti

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