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Pescara, 09/05/2026
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Data: 06/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cresce il Mezzogiorno, l'Abruzzo rallenta. I dati regionali 2006 dell'Istat, bene industria e consumi delle famiglie

PESCARA. Il Mezzogiorno cresce, ma L'Abruzzo è il più lento. I dati Istat evidenziano nel 2006 un Pil per abitante con un ritmo di crescita del +3,3%, quindi più vivace rispetto a quello del centro-nord che si ferma a +2,9%). Dati che riducono il divario tuttora esistente in valore assoluto (16.999 euro per il meridione, contro le 29.360 euro del nord). L'indicatore mostra la crescita più sostenuta in Basilicata (+4,4%) quella più bassa però, proprio in Abruzzo (+2,8%).
A tirarci su il morale è quel segno ?più' davanti, ma la preoccupazione è quella di essere comunque ultimi nel sud-Italia. E se all'interno della ripartizione la dinamica del Prodotto interno lordo si presenta differenziata, è comunque inferiore alla media nazionale, fatta eccezione per la Basilicata in cui il prodotto interno lordo cresce del 2,1%. L'andamento del valore aggiunto dell'industria risulta positivo non soltanto in Basilicata, sono da segnalare infatti il +4,2% del Molise e il +2,7% dell'Abruzzo, entrambi superiori alla media nazionale. Del tutto negativo, invece, il risultato del settore primario che, del resto, accomuna tutte le regioni meridionali, toccando il picco più basso in Puglia, con -9,9%. Per quanto riguarda il terziario i risultati sono positivi in tutte le regioni della ripartizione, oscillando fra il +0,8% del Molise e il +1,9% della Basilicata. La dinamica della spesa delle famiglie è crescente ovunque tranne che in Puglia dove risulta stazionaria. In Abruzzo il dato si attesta sul +2,0%, in Molise e Basilicata si ferma al +1,8%. La crescita della domanda di lavoro nel Mezzogiorno, pari a +1,4%, è il risultato delle dinamiche inferiori alla media nazionale registrate in Campania (+0,4%), in Abruzzo (+1,4%) e in Sicilia (+1,5%).

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