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Pescara, 15/05/2026
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Data: 03/06/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Un'alleanza per conquistare l'ex Fea Il terreno d'oro. Il disgelo: D'Alfonso si affianca a Del Turco nella vertenza contro il Demanio

Il Comune si affianca alla Regione nella vertenza contro il Demanio, al Tar del Lazio, per riconquistare l'ex Fea su lungomare Matteotti. In altre parole, il sindaco Luciano D'Alfonso si schiera con tutta Pescara dalla parte del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, in modo da assicurare maggior peso all'interesse pubblico che ruota attorno a questa delicata operazione. Sul piatto c'è un'area tra le più pregiate di Pescara, quella dell'ex Fea che un tempo era la stazione del trenino di collegamento fra Pescara e Penne e che negli ultimi anni è diventato piazzale per il ricovero di vecchi bus della Gtm. Un terreno finora semiabbandonato e che in passato ha anche ospitato le opere d'arte della mostra "Fuori uso". Ma al tempo stesso è un terreno d'oro, di grandi potenzialità nel quale, non a caso, è stato ad esempio indicato il nuovo teatro che la città sogna. Fortissimo su quell'area è anche l'interesse privato, specie da parte di costruttori pronti a rilevarla dal Demanio - dando per scontata la vendita in caso di successo al Tar dell'ente di Stato -. Tanto basta a spiegare la notevole opportunità che Comune e Regione non vogliono farsi sfuggire. Tanto basta anche a spiegare il perché di questo improvviso disgelo tra D'Alfonso e Del Turco, passati dagli iniziali rapporti "glaciali" di inizio mandato a una solida alleanza che soprattutto il primo cittadino di Pescara conta di sancire con una bella stretta di mano proprio davanti ai giudici.
Come primo passo occorre sapere a chi appartiene l'area ed è questo il vero nodo della contesa che va sciolto. Questione delicata e anche vechiotta, considerato che la battaglia legale si trascina da oltre dieci anni. Lunedì, dopodomani, è una giornata decisiva per conoscere la data dell'udienza che si discuterà al Tar del Lazio. Due le ipotesi: il prossimo 20 giugno oppure il 20 dicembre, ed è evidente che la speranza è che la cosa si affronti subito.
Quale che sia la decisione sulla data, già martedì prossimo l'amministrazione comunale si costituirà comunque "ad adiuvandum", cioè in aggiunta alla già costituita Regione Abruzzo che rivendica la proprietà del'ex Fea. D'Alfonso è determinato: «E' una battaglia che vogliamo vincere al fianco della Regione nell'interesse di Pescara» ha confessato a un amico, «il Demanio si deve fare da parte e anche questo braccio di ferro dovrà pure finire: sono dodici anni che quell'area di straordinario valore per la città è chiusa e bloccata solo perché non si riesce a capire a chi appartenga».
In verità la partita è «doppia» perché se D'Alfonso si allea oggi a Del Turco contro il Demanio è per riconquistare l'ex Fea salvo rivendicarne subito dopo la disponibilità, se non la proprietà. Tutto sta a vedere se il patto tra sindaco e presidente varrà anche dopo l'attesa sentenza o se invece la Regione, che qualche problemino serio di cassa ce l'ha pure, deciderà autonomamente sul destino di quest'oggetto del desiderio.
L'ex Fea è insieme all'ex area di risulta e all'ex mercato ortofrutticolo del Cofa un terreno strategico e perciò preziosissimo per lo sviluppo della città, luogo che dà ampio respiro al lungomare e ideale per ospitare un ampio parco e parcheggio oppure infrastrutture di gran pregio, di quelle che incidono sulla skyline. Nella speranza che si tratti comunque di un'opera pubblica e non dell'ennesimo palazzone.

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