PESCARA. L'annuncio di Luciano D'Alfonso di non volersi ricandidare alle prossime elezioni ha avuto l'effetto di una bomba sulla città di Pescara. La sua dichiarazione rilasciata al Centro, proprio nel giorno in cui il Sole 24 ore ha posizionato il primo cittadino in vetta alla classifica dei sindaci italiani con il più alto gradimento, ha spiazzato entrambi gli schieramenti. Ma D'Alfonso ha detto che ci sono altri dieci candidati del centrosinistra pronti a sostituirlo.
Non ha fatto nomi, ma ieri negli ambienti politici sono cominciate a circolare le prime indiscrezioni - anche perché i tempi sono strettissimi se si vota a maggio - su chi potrebbe essere l'«alter ego» del sindaco, la persona in grado ricevere i consensi da tutta la coalizione, di prendere il suo posto e di continuare il lavoro di rinnovamento della città svolto negli ultimi cinque anni dall'amministrazione. Nella rosa figurano uomini e donne, politici, ma anche alcuni personaggi di spicco della società civile.
Tra questi ultimi c'è Nicola Mattoscio,presidente della Fondazione PescarAbruzzo. Il manager, molto vicino a D'Alfonso, è diventato popolare, perché ha comprato i teatri storici della città, come il Massimo, il Michetti, il Circus, salvandoli dalla demolizione e ha offerto 5 milioni di euro per realizzare l'avveniristico Ponte del mare, che diventerà uno dei simboli del capoluogo adriatico.
Ma perché non puntare su una donna per guidare il governo della città? Tra i nomi femminili della società civile più ricorrenti figura quello di Anna Maria Durante, presidente del Ceis, il centro di volontariato per la prevenzione e il recupero del disagio sociale. D'Alfonso ha una gran stima di lei e la considera all'altezza di prendere il suo posto.
Ben più folta la schiera dei politici in grado di succedere al primo cittadino. Nella lista c'è al primo posto Massimo Luciani, assessore alle politiche comunitarie e coordinatore del Partito democratico. E' considerato un politico doc, anche se ha vissuto un po' nell'ombra di D'Alfonso. Ha fatto spesso da mediatore tra le posizioni del suo partito, ex Ds, con quelle dell'ex Margherita, entrambi confluiti nel Pd. In questi anni ha viaggiato come un ambasciatore per far conoscere e pubblicizzare Pescara nei Paesi dell'Est.
Si fa il nome anche di Armando Mancini, assessore alla mobilità e ai lavori pubblici. Vanta ampi consensi nel centrosinistra, ma il tanto contestato Piano traffico gli ha fatto perdere nell'ultimo anno di consiliatura qualche consenso. L'uscita di scena di D'Alfonso potrebbe spingere anche Gianni Melilla a ritentare l'avventura della corsa a sindaco, dopo l'amara esperienza del '98, quando venne sconfitto nel confronto diretto con Carlo Pace. Il presidente del consiglio comunale gode dell'appoggio di tutti gli ex Ds entrati nella Sinistra democratica. Tra i papabili ci sono, inoltre, il deputato dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, che cerca la riscossa nei confronti del sindaco, dopo avergli dato battaglia per quasi tutta la consiliatura. Il segretario dell'Udeur, Licio Di Biase, che studia da anni per fare il sindaco. Questa potrebbe essere la sua occasione. Giuseppe De Dominicis, potrebbe seguire la strada di D'Alfonso, lasciando la presidenza della Provincia e candidandosi a sindaco. In primo piano c'è, inoltre, il vice sindaco, Gianni Teodoro, che ha già annunciato la sua candidatura a una convention il 21 dicembre scorso. Tra i politici donna figura, invece, l'assessore, Vittoria D'Incecco, che potrebbe diventare a sorpresa la Hillary Clinton di Pescara.