PESCARA. L'Italia dei valori ha annunciato che correrà da sola con un suo candidato, Costantini. La Sinistra radicale ha chiesto la testa del vice sindaco, Gianni Teodoro. L'Udeur ha posto delle condizioni per votare di nuovo D'Alfonso. Il primo incontro dei partiti del centrosinistra, in vista delle elezioni di primavera, non è finito bene. Ieri sera, la coalizione si è di fatto divisa sulla ricandidatura del sindaco.
Dalla riunione sarebbe dovuto uscire fuori un ricompattamento della maggioranza sul nome di D'Alfonso, che lunedì scorso ha dichiarato di non volersi ricandidare. Ciò non è avvenuto, almeno per ora. Ma mercoledì prossimo ci sarà un nuovo incontro. Ieri, solo il Pd ha confermato, senza se e senza ma, il suo appoggio al primo cittadino. Ad alcuni è sembrato di assistere a una replica dell'8 settembre del '43, quando l'Italia finì nel caos con le dimissioni del governo, in piena guerra mondiale.
L'INDIRIZZO SBAGLIATO. Sin dall'inizio della giornata si è registrato un clima di confusione. «L'incontro si svolge in Comune», hanno dichiarato in mattinata alcuni invitati. «E' stato fissato nella sede della Sinistra democratica, ai Colli», hanno detto altri. L'indecisione sul luogo dell'appuntamento è rimasta fino al tardo pomeriggio. Poi, alcuni esponenti del Partito democratico, accortisi del problema, hanno fatto un giro di telefonate per avvertire gli invitati che l'appuntamento era fissato ai Colli, in via Cecamore, nell'ex edificio del Quartiere, ora sede di Sd.
CHI C'ERA. Alla riunione c'era anche Piero D'Andreamatteo, ex deputato socialista, assente da anni dalla scena politica pescarese. Insieme a lui, Massimo Luciani, Angelo Tenaglia, Stefano Casciano, per il Pd; Marco Fars, Viola Arcuri, Davide Pace, per Rifondazione-Sinistra europea; Licio Di Biase, Roberto De Camillis, per l'Udeur; Sara Ranocchiaro, Giuseppe Dionisio, Lanfranco Fattori, Marco Calvarese, Silvana Palumpi, per i Comunisti italiani; Oscar Buonamano, per la Sinistra democratica; Carlo Sprecacenere, per il Psdi; Giorgio D'Amico, per i Socialisti; Bruno Celupica, per l'Italia dei valori.
Mancavano, invece, la Lista Teodoro, i Verdi, il Psi e Luciano D'Alfonso.
LA RIUNIONE. Gli esponenti del centrosinistra si sono chiusi in una stanza e hanno discusso per tre ore. E' opportuno ricandidare D'Alfonso, anche alla luce delle inchieste giudiziarie in cui è risultato coinvolto il sindaco? Su questo punto gli esponenti del centrosinistra non hanno nascosto alcune incertezze.
LO STRAPPO. Celupica è arrivato a riunione già cominciata e ha annunciato, a sorpresa, lo strappo dell'Italia dei valori. Il partito di Di Pietro, secondo il racconto di alcuni presenti, avrebbe rivelato l'intenzione di voler correre da solo con un proprio candidato sindaco, il deputato, Carlo Costantini. Non è un fatto nuovo. L'anno scorso, l'Italia dei valori abbandonò il centrosinistra a Montesilvano e contribuì con i suoi voti ad eleggere sindaco, Pasquale Cordoma, di An. «Saranno gli organi regionali del partito a confermare la scelta su Pescara», ha fatto presente ieri sera Costantini, contattato telefonicamente dopo la riunione.
TEODORO NEL MIRINO. Rifondazione comunista, Sinistra democratica e Comunisti italiani, invece, hanno dettato le loro condizioni per l'appoggio a D'Alfonso. I partiti della sinistra radicale hanno detto di essere disposti a votarlo solo se il sindaco garantirà la sua permanenza alla guida della città per tutti i prossimi cinque anni. Non si accetteranno consiliature a tempo, cioè le dimissioni del primo cittadino tra due anni per consentirgli di candidarsi alla Regione. Questa posizione è stata espressa qualche giorno fa anche dal deputato di Rifondazione, Maurizio Acerbo.
La Sinistra ha posto anche come condizione a D'Alfonso l'immediata estromissione dalla giunta comunale del vice sindaco, Gianni Teodoro, a seguito del suo annuncio di volersi candidare a primo cittadino, alla convention del 21 dicembre scorso.
Ha puntato i piedi pure l'Udeur, che garantirà il voto a D'Alfonso solo se non ci saranno cambiamenti nell'attuale coalizione.
Con la Lista Teodoro e l'Italia dei valori che andranno da sole, anche l'Udeur abbandonerà la maggioranza. Se la coalizione non si ricompatterà, ha avvertito il segretario provinciale, Licio Di Biase «l'Udeur si riterrà libero di definire scelte in piena autonomia». La coalizione rischia così di dimezzarsi, a pochi mesi dalle elezioni comunali. Il nome di D'Alfonso non sembra fare più da collante per tutto il centrosinistra, come accadde nel voti del 2003.