Sanità, ma anche salari e lavoro. Sono stati i temi portanti dell'attivo sindacale di Cgil, Cisl e Uil che si è svolto ieri mattina nella Sala dei marmi della Provincia e che ha visto la relazione conclusiva di Stefano Cecconi, responsabile nazionale Welfare della Cgil. «La sanità non può essere considerata soltanto un'emergenza occupazionale - hanno detto Paolo Castellucci, Umberto Coccia e Roberto Campo -, è prima di tutto un diritto che lavoratori e pensionati vogliono esercitare nelle migliori condizioni e nella certezza di ricevere cure e assistenza adeguate in strutture dignitose». Critiche sono andate alla Regione sia per l'addizionale Irpef che per il ticket sui medicinali, mentre i sindacati hanno snocciolato dati concreti. «Nel periodo Cordone emerge che il deficit della Asl è cresciuto del 107%, passando da 45 milioni del 2004 a 94 milioni del 2006 - attacca Castellucci -. La spesa per le consulenze è cresciuta del 27,9%, per le esternalizzazioni del 32,8% alla faccia del risparmio, quella per la specialistica privata del 92%. Solo per manutenzioni e riparazioni si è speso di meno, lasciando probabilmente deperire le strutture». Per risparmiare il sindacato propone una serie di tagli: 50% sulle consulenze, 10% sulle esternalizzazioni e 50% sulla diagnostica esterna. «Sembra invece che l'unico vero risparmio - aggiunge Coccia - sia quello sul personale che, genera i disservizi più gravi: liste d'attesa di oltre sei mesi per una semplice ecografia, pronto soccorso ingolfato, cardiologia chiusa nei week end. A geriatria giorni fa c'erano quasi cento ricoverati, in parte non autosufficienti, seguiti da un medico e una decina d'infermieri, una media che non permette neppure il minimo dell'assistenza né la normale copertura dei turni, i barellieri ridotti all'osso con i pazienti abbandonati lungo i corridoi o nelle sale d'attesa». I sindacati hanno anche chiesto la riapertura immediata della casa di riposo comunale di via Arapietra, chiusa da tre anni per ristrutturazione.