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Data: 15/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Orario dei treni, intesa in vista. Ragazzi a scuola in ritardo. Giovedì incontro con Leonio

AVEZZANO. Non è rimasta insensibile all'appello del preside Ilio Leonio, che chiede orari più adeguati alle esigenze dei suoi studenti. Così, Trenitalia ha chiesto un incontro al dirigente scolastico. Incontro fissato per giovedì che lascia prevedere una svolta positiva della faccenda.
Attualmente il treno degli studenti, che raccoglie i ragazzi del Carseolano, arriva ad Avezzano alle 8.20 (fino a poco tempo fa alle 8.15).
A causa dei continui ritardi i ragazzi, soprattutto quelli dell'Istituto d'arte, entrano in classe tra le 10 e le 10.30, tra il disappunto di insegnanti e stessi studenti.
Il preside Ilio Leonio, che è anche a capo dell'Istituto tecnico per geometri, ha annunciato che se l'orario non verrà modificato, è pronto a occupare la stazione ferroviaria alla testa dei suoi 800 studenti.
Grido d'allarme che evidentemente non deve essere caduto nel vuoto se è vero che il nuovo direttore di Trasporto regionale di Trenitalia in Abruzzo, Cesare Spedicato, ha subito concesso un incontro per discutere del problema.
«Da Trenitalia sono stato contattato stamattina (ieri ndr)», ha dichiarato Leonio, «per un incontro che dovrebbe svolgersi giovedì. Sono ottimista che le cose si aggiusteranno, ma è altrettanto vero che siamo molto determinati ad andare avanti con la protesta se le nostre richieste verranno disattese. Noi chiediamo che il treno degli studenti venga anticipato per consentire una normale attività didattica».
«Anche perché», aggiunge il capo d'istituto, «i bus della Scav portano a scuola 200 studenti. Tutti arrivano in ritardo e sono notevoli, quindi, le difficoltà per le scuole. È un problema che riguarda un po' tutti. Voglio sentire gli altri presidi per informarli della situazione».
«I ragazzi», aggiunge Leonio, «sono costretti a svolgere soltanto tre delle sei ore di lezione previste ogni giorno. Realtà che compromette lo svolgimento regolare della programmazione didattica e che ovviamente danneggia la preparazione degli studenti».
Si tratta di verificare ora se dall'incontro di giovedì prossimo si potrà arrivare a una soluzione condivisa oppure se la protesta diventerà clamorosa.

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