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Data: 15/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Cordoma vuole tagliare gli assessori. Otto sono troppi, il numero scende Sospiri: non ho mai fatto pressioni

MONTESILVANO. Dopo l'azzeramento della giunta, il sindaco è pronto a tagliare del numero degli assessori. Meno uomini, redistribuzione delle deleghe. A questo sta lavorando Pasquale Cordoma che ieri mattina ha cominciato il primo giro di consultazioni dei partiti di maggioranza e che, nei giorni della crisi, ha deciso di ascoltare in seconda battuta (forse già oggi) anche le forze di opposizione. «Non ci sarà alcun allargamento a dieci, si resta a otto. Anzi, vorrei un esecutivo più snello: sto studiando questa possibilità». La riduzione delle poltrone potrebbe essere ottenuta con un gesto di buona volontà.
Libero, la lista guidata dall'ex responsabile dell'Urbanistica Corrado Carbani, potrebbe decidere di rinunciare, almeno per il momento, al suo assessorato. Nessuna decisione è stata presa, ma questa non è l'unica ipotesi: altri partiti potrebbero dover ridimensionare le loro pretese, mentre quasi certa è l'assegnazione di deleghe a più consiglieri comunali.
«Ho piena fiducia nel sindaco perché sta operando sganciato dai partiti» ha detto Carbani alla vigilia dell'incontro con Cordoma, slittato a oggi.
«Io potrei tirarmi indietro in ossequio all'azione della magistratura, ma indicheremo un'altra persona, probabilmente una donna» ha spiegato l'ex assessore, indagato nell'inchiesta sui concorsi sospetti assieme a Cordoma, al coordinatore provinciale di Alleanza nazionale Lorenzo Sospiri e al capogruppo di Forza Italia Luigi Marchegiani. Dopo lo strappo e la decisione di smarcarsi dalle segreterie provinciali dei partiti, Pasquale Cordoma sembra avere preso la strada delle decisioni drastiche che, alla fine del giro di giostra, potrebbero toccare anche i vertici degli enti strumentali. «I tempi saranno quelli dettati dalla politica» ha affermato il sindaco, «perché la fretta potrebbe farmi commettere qualche errore». Una settimana, quindi, potrebbe non bastare per sbrogliare la matassa.
Da Pescara segnali distensivi arrivano con un comunicato di quindici righe: Sospiri chiarisce che «nessuna imposizione è mai venuta da nessun esponente di An nei confronti delle decisioni che il sindaco Cordoma ha inteso, intende e intenderà prendere». Dunque, «stima e affetto» verso Cordoma, conferma che la sua autonomia «è assicurata nei fatti» e che «non è mio costume intromettermi se non chiamato in causa, soprattutto a Montesilvano dove il sindaco è il responsabile cittadino del partito».
A meno che la montagna non partorisca un topolino, il sindaco sembra intenzionato a portare a casa qualcosa di più che un rimescolamento di carte: con il passare delle ore, il numero degli assessori destinati a non essere riconfermati aumenta. A rischio, assieme a Carbani, Gennaro Passerini (Udc) e Antonio Domani (Dc per le autonomie) sembrano anche Claudio Daventura (Forza Italia) e Ferdinando Di Giacomo (Alleanza nazionale). L'Udc, infatti, non ci sta a fare il capro espiatorio, immolando l' ex delegato ai Lavori pubblici Passerini. Se qualcosa non ha funzionato, hanno detto al sindaco i rappresentanti del gruppo, che ieri mattina hanno incontrato per ultimi, poco prima delle 14, la responsabilità appartiene alla squadra. «La valutazione va fatta su tutti» ha sottolineato il presidente del consiglio Valter Cozzi, «per questo non abbiamo fatto nomi: riteniamo che il programma sia più importante, così come una valutazione sull'intera struttura comunale. Abbiamo confermato al sindaco la nostra fiducia incondizionata nelle sue decisioni».
L'Udc è la chiave di volta della situazione, tanto che Cordoma potrebbe addirittura chiedere a Cozzi di lasciare il suo incarico per un assessorato, vecchia idea del primo cittadino. Cozzi rinuncerebbe malvolentieri, ma se dovesse lasciare, la fila per sostituirlo si è già formata. Dentro l'Udc,, dove restano alte le quotazioni del capogruppo Mimmo Di Giacomo, tuttavia, qualche incrinatura rispetto alla rimozione di Passerini (mai troppo amato dai suoi) ieri si è manifestata con i distinguo di Raffaele De Leonardis, medico psichiatra che con Passerini ha condiviso l'esperienza di Prospettiva futura, il movimento nato su ispirazione di Carlo Masci.
Revisione dei dirigenti e incarico a un bravo city manager sono le richieste avanzate a Cordoma da Forza Italia che, passata da sei a quattro consiglieri dopo la rottura di Francesco Maragno e Cristina Di Giovanni, ha chiesto la riconferma degli assessori uscenti, il vice sindaco Ernesto De Vincentiis e il titolare del Commercio Daventura. «Non sono gli uomini in discussione, ma gli obiettivi» ha detto Marchegiani, «probabilmente alcune deleghe non erano consone agli individui. Quella del sindaco è stata una scelta politica: per non fare provvedimenti ad personam ha preferito azzerare tutto».
Fiducia all'ex assessore Vittorio Gervasi è stata espressa da Maragno: «Vogliamo solo quello che avevamo» ha detto. Gervasi, del resto, assieme a Carlo Tereo de Landerset è uno dei più probabili candidati a succedere a se stesso: una scelta di segno diverso rischierebbe di mandare in frantumi la maggioranza. Con la riconferma di Gervasi, però, qualcuno potrebbe chiedere la testa di Maragno come presidente della commissione Statuto per eccessivo cumulo di incarichi in un gruppo di due persone.
«Dobbiamo fare le scelte migliori per i montesilvanesi» ha commentato Ottavio De Martinis, consigliere di An, delegato alle Politiche della casa, al termine dell'incontro con il sindaco in cui il partito ha confermato fiducia nei suoi uomini, de Landerset e Di Giacomo, oltre a i due ex assessori di Forza Italia. «Questa è la fase di rinnovamento che avevo auspicato quando ho lasciato An» ha detto Giancarlo Cipolletti, La Destra, «ho offerto al sindaco il mio massimo appoggio».

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