Dopo l'approvazione della Finanziaria e della legge che recepisce l'accordo sul welfare, si riparte dal tema del potere d'acquisto di salari e pensioni. L'agenda di quest'inizio d'anno è insomma quella dettata dai sindacati. E questa è già una novità. Da qui iniziamo questa intervista con Guglielmo Epifani. "Non c'è dubbio - concorda il segretario della Cgil - che il confronto sociale riparta in questo 2008 dai temi posti da Cgil Cisl e Uil con la piattaforma di Milano. Che ha avuto il pregio di segnare tempestivamente l'esistenza di due grandi problemi: da un lato quello del rapporto del reddito dei lavoratori dipendenti con il fisco; dall'altro quello di come affrontare la messa sotto controllo della dinamica dei prezzi e delle tariffe, che non va trascurata pena il peggioramento della condizione di molte persone, soprattutto di anziani e pensionati. Mi ha molto colpito come in queste settimane siano arrivate e continuino ad arrivare alle sedi dello Spi molte richieste di intervento, perché i pensionati vedono vanificare da questa fiammata dei prezzi anche i piccoli aumenti avuti.
Rassegna Come valuti l'incontro on il governo e le mosse successive di Romano Prodi?
Epifani Abbiamo sollecitato l'apertura di un confronto su entrambi gli aspetti che ricordavo prima. C'è stata, sul tema dei redditi, una disponibilità abbastanza sentita da parte del presidente del Consiglio. E c'è stata un'azione di freno del ministro dell'Economia. (Ma questo credo rientri nelle diverse responsabilità che ricoprono). Adesso bisogna capire se si può passare dalle parole ai fatti. Un dato è certo: la nostra è una piattaforma che vogliamo vivere come una vertenza. Questo implica che ci siano dei tavoli, dei tempi, delle forme di negoziato e delle risposte. E da questo punto di vista, quando sollecitiamo a far presto, non è che lo facciamo perché non sappiamo che prima di avere le cifre esatte c'è bisogno di passare dalla trimestrale di cassa, ma perché ricordiamo quello che avvenne con il cuneo fiscale. Prodi decise durante la campagna elettorale che sarebbe dovuto calare di 5 punti. E così si fece, adeguando poi i conti. Questa volta si dovrebbe decidere che nel 2008 la priorità sarà la detrazione per lavoro dipendente e la dote fiscale per i figli a carico.
Rassegna E per quanto riguarda l'altro tema, quello del controllo dei prezzi e delle tariffe?
Epifani L'attenzione e il coinvolgimento su questo tema è stato minore di quanto ritenevo - e ritengo - necessario. E invece è un tema importante. Questa volta la fiammata inflazionistica non viene certo dal reddito dei lavoratori, né dalla spesa pubblica, messa parzialmente sotto controllo, né dal deficit, anch'esso in via di riduzione, e neppure dalle aziende, che stanno riorganizzandosi e ristrutturandosi.
Rassegna Da dove viene allora?
Epifani Viene in parte dall'aumento del petrolio, compensato però dal grande apprezzamento dell'euro, ma viene soprattutto da una serie di fenomeni speculativi interni al nostro mercato. C'era bisogno di aumentare le tariffe delle autostrade, visto che non sono stati fatti nemmeno tutti gli investimenti che erano stati promessi? La legge finanziaria sterilizza il rapporto tra iva e accisa sui prezzi petroliferi (e io aggiungo: gas). Che cosa si aspetta a farlo? E il tema delle tariffe sociali, che abbiamo risolto sul livello nazionale, quando e come diventa terreno di iniziativa per tutte le tariffe che le utilities gestiscono a livello territoriale? Faccio solo questi tre esempi per dire che di questo tavolo c'è assolutamente bisogno.
Rassegna Poi c'è il tema della crescita e dello sviluppo. E qui non sono tutte rose e fiori?
Epifani Nella nostra piattaforma noi parliamo di una nuova stagione di politica dei redditi, che sposti risorse sui redditi da lavoro dipendente e da pensione per favorire lo sviluppo. Prodi ci propone un patto per lo sviluppo e la coesione. Le due cose sono proprio coincidenti? Oppure il tema della produttività può generare qualche problema? E quale produttività si deve affrontare? Quella di sistema o quella a livello micro? Che rapporto ci deve essere tra sistema contrattuale e produttività? Sono tutte questioni che vanno chiarite. Io resto dell'opinione che il deficit di produttività del paese è dovuto ai grandi fattori di sistema: il costo troppo alto dell'energia; i pochi mercati liberalizzati e i troppi cartelli; le grandi reti infrastrutturali fortemente deficitarie (non ci sono stati investimenti in conto capitale neanche nel 2007); i ritardi nell'area dei servizi alle imprese e ai cittadini; gli investimenti sempre minori su formazione, ricerca e università. Questi sono i veri deficit che pesano sulla produttività delle imprese. Poi, certo, ci può essere un problema "micro", come c'è sempre stato. Certo bisogna anche sollecitare le imprese a diventare più efficienti e c'è una disponibilità a farlo. Però pensare che si risolva tutto nel rapporto tra produttività e contratti mi pare onestamente un po' esagerato.
Rassegna Molti i temi in discussione. Ma il sindacato chiede di fare in fretta a dare risposte ai redditi da lavoro. ( A dire il vero, anche il governo dovrebbe avere interesse a dare un segnale al paese su questi temi in tempi brevi?).
Epifani Con il governo siamo rimasti che avrebbe fatto un giro tra le parti sociali - perché in una partita come questa non si può non coinvolgere tutti - e poi ci avrebbe riconvocato per fare il punto finale. C'è bisogno di fare in fretta e c'è bisogno che il governo venga al tavolo con idee chiare sul cammino da fare: se ognuno dovesse avere un titolo da porre sul fisco, non se ne uscirebbe vivi.
Rassegna La Finanziaria del resto dice già che l'extragettito del 2008 deve andare al lavoro?
Epifani Esatto. La maggioranza parlamentare ha già deciso in questo senso, il governo deve essere netto. Io vedo una manovra in due tempi. Un primo tempo con cui si dà risposta con le risorse di quest'anno, non inferiori ai 5-6 miliardi. E poi l'intervento strutturale sulle aliquote l'anno prossimo. Per le risorse di quest'anno si deve fare in fretta. Poi, è chiaro che si deve passare per la verifica della trimestrale. E che bisogna intervenire con gli strumenti legislativi di assestamento. Ma la decisione politica non può ritardare. Temo un calderone in cui c'è tutto e il contrario di tutto. O una logica di scambio in cui "ti do questo se fai questo". La partita fiscale ha una sua autonomia.
Rassegna Facciamo una data. Da quando ci dovrebbero essere gli sgravi?
Epifani Da giugno. Con detrazioni per i lavoratori dipendenti, e l'innalzamento della no tax area per i pensionati, e con la dote fiscale sui figli a carico. Per avere l'erogazione già a giugno, la decisione politica e il processo legislativo devono partire rapidamente.
Rassegna I sindacati avevano minacciato lo sciopero generale, che poi è stato un po' accantonato?
Epifani No, sta lì. Nel senso che se il governo dovesse perdere tempo e i contratti pubblici non dovessero partire, non avremmo problemi a farlo. Ma prima di decidere, dobbiamo dare al governo il tempo di rispondere ai problemi che gli abbiamo posto.
Rassegna A dicembre Prodi sembrava sempre sul punto di cadere. Oggi non se ne parla quasi più e il governo sembra forte della sua debolezza. E in effetti il sindacato ha bisogno di un governo che duri, per fare quanto gli si chiede?
Epifani Il paese ha bisogno di stabilità, non solo noi. Non a caso lo slogan del nostro congresso - riprogettare il paese, un nuovo patto fiscale (e quasi ci siamo?) - ha bisogno di un orizzonte di tempo non piccolo. Questa è stata anche la nostra difficoltà. Per affrontare problemi di spessore c'è bisogno di tempo, le cose vanno fatte anno dopo anno. Se però c'è un governo che non si sa se domani sarà ancora lì, tutto diventa difficile. Perché si corre il rischio di diventare funzionali a questa debolezza del governo, cosa che dobbiamo evitare per preservare una nostra identità autonoma. Per questo mi arrabbio quando sento parlare di governo "amico". Perché questo è sì il governo che forse rappresenta il punto più avanzato politicamente rispetto ai nostri programmi e alle nostre idee. Però è anche un governo che non ha risposto in pieno alle nostre attese.
Rassegna Sta per partire il percorso della conferenza d'organizzazione della Cgil. Che cosa ti aspetti?
Epifani La nostra priorità è quella di tornare con più forza nei luoghi di lavoro. Dovremo investire in quadri, in formazione, superare ogni pigrizia, tornare a "sporcarci le mani" per migliorare le condizioni dei lavoratori. Dove siamo presenti abbiamo fatto generalmente una buona politica pur in condizioni difficili di delocalizzazioni, di esternalizzazioni, di rottura dei cicli produttivi. Dove non ci siamo, in quell'85 per cento di aziende sotto i 9 dipendenti, ci sono difficoltà crescenti. Per questo è giusto dislocare l'azione della Cgil soprattutto su questo fronte, nelle aziende e nei territori. Questo deve essere il nostro impegno e la nostra scommessa, per quest'anno e per quelli a venire.