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Data: 04/06/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Pietro attacca: trucco contabile di Tremonti, ora vanno trovati 1,1 miliardi per l'Anas

Antonio Di Pietro ha buttato giù un elenco. Una lista di 72 grandi opere che non possono essere rinviate, e per le quali dunque bisogna trovare i soldi a tutti i costi. Quali siano queste 72 opere? Il ministro delle Infrastrutture ancora non ha reso pubblico l'elenco, ma ha annunciato che lo consegnerà oggi ai suoi colleghi. Per questa domenica infatti il presidente Prodi ha convocato l'intero esecutivo per un vertice informale in Umbria, in un casale di San Martino in Campo dove i membri del governo dovranno fare il punto sul lavoro che li attende.
Il problema delle Infrastrutture in questa fase è essenzialmente economico: lo stato dei conti pubblici pregiudica la realizzazione di progetti di cui si parla da anni se non da decenni, anche di quelli più attesi dal paese. Ieri Di Pietro ha parlato, in particolare, dell'ormai famoso buco dell'Anas: oltre un miliardo di euro che la società si è impegnata a spendere ma che al momento non sono disponibili. Il ministro ha nuovamente denunciato «il trucco contabile di Tremonti»
I cantieri . L'elenco delle opere prioritarie comprende complessivamente 72 opere. «Non mi riferisco a opere nuove dice il ministro ma a opere in corso e opere cantierizzabili dove sono già stati individuati i fondi di competenza». Fra queste ce ne sono 30 in stato più avanzato, l'appalto è stato assegnato e i cantieri sono già aperti. «Sono 42 più 30, in tutto 72 opere di cui non si deve discutere se farle o non farle». Capire con precisione quali siano i 72 progetti da realizzare subito è certamente difficile, ma è facilissimo individuarne almeno alcuni, quelli che l'Italia attende da tempo immemorabile. Lo stesso Di Pietro ha fatto qualche esempio: la Salerno-Reggio Calabria, l'Aurelia, la Ionica.
La Salerno-Reggio Calabria. Su 435 chilometri di autostrada Salerno-Reggio Calabria, 320 dovrebbero essere in teoria completati entro il 2009. Ma la carenza di risorse potrebbe mettere in forse il rispetto di questa scadenza. Quanto agli altri 115 chilometri, il finanziamento deve essere ancora approvato dal Cipe e chissà quando si riusciranno a trovare i 2 miliardi e mezzo mancanti.
L'Aurelia. È un'altra opera che segna da sempre la tormentata storia delle infrastrutture italiane. La costruzione della nuova strada che deve collegare Civitavecchia a a Rosignano (Livorno) è assegnata e in buona parte già avviata.
Roma . Fra le opere in corso di completamento, c'è il potenziamento del grande raccordo anulare. Mancano solo 4 chilometri, il lavoro andrebbe concluso entro l'anno. Poi c'è anche la nuova Roma-Fiumicino, che deve collegare la Magliana alla Fiera di Roma e dovrebbe arrivare a termine fra pochi mesi.
Altre opere. Fra i cantieri da portare a compimento ci sono quelli per la Brescia-Milano, il Passante di Mestre, la statale Ionica nominata anche da Di Pietro, la tangenziale di Bologna e molto altro ancora. .«Questo paese ha bisogno di infrastrutture insiste Di Pietro e io non intendo iscrivermi al partito del no».
Le risorse dell'Anas. Spiega il ministro: «L'insieme di queste opere costa circa 3 miliardi di euro». In teoria il governo Berlusconi aveva stanziato i soldi ma poi, dice Di Pietro, è intervenuto il «trucco» di Tremonti. «In Italia, per far partire questi cantieri ha fatto mettere in bilancio tre miliardi di euro: l'Anas sulla base di questo, ha affidato gare ed aperto cantieri per tre miliardi di euro perché ce li aveva in bilancio. Poi, quando è andato a Bruxelles, Tremonti ha fatto un provvedimento in cui ha scritto: "premesso che l'Anas ha tre miliardi di euro per il 2006, solo 1,9 miliardi di euro si considerano esigibili". A questo punto all'Anas mancano 1,1 miliardi. Se chiudono i cantieri conclude Di Pietro c'è una responsabilità contabile per inadempienza contrattuale e io quella responsabilità non me la porto via, io la giro a Tremonti».

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