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Pescara, 06/05/2026
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19/01/2008
Il Centro
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Abruzzo, il 12% delle famiglie non ce la fa. La metà vive con meno di 1.846 euro al mese, difficoltà per gli anziani soli |
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Il disagio aumenta nelle coppie con più di un figlio PESCARA. La metà delle famiglie abruzzesi vive con meno di 1.846 euro al mese. La stima è dell'Istat che per la prima volta ha calcolato la ricchezza delle famiglie cercando di evitare l'effetto "pollo di Trilussa", quella strana regola statistica secondo la quale se abbiamo da un lato grandi consumatori di pollo e dall'altro gente che non ne mangia mai, alla fine diciamo che tutti ne mangiano un po'. Se venisse infatti applicata la regola del "pollo" ogni famiglia abruzzese godrebbe di un reddito medio di ben 2.240 euro al mese, ma non è affatto così. Perché questa cifra nasconde i poveri e minimizza i ricchi. Invece la metà delle 400 mila famiglie della regione può contare su bilancio di poco più di 60 euro al giorno, che di questi tempi non sono davvero tanti (a livello nazionale siamo a 1900 euro al mese), perché dentro questa cifra c'è tutto: dall'affitto alla ricarica del telefonino passando per i generi alimentari. Si tratta della parte debole della società abruzzese, quella che risente immediatamente del più piccolo incremento della tariffe, quella che ha penato per l'introduzione dei ticket della sanità e per l'aumento dell'Irpef per sanare i debiti delle Asl. Quella infine che non si preoccupa se l'Abruzzo si riempie di ipermercati, perché lì si può anche risparmiare qualche euro sulla spesa. Dentro questa fetta di società abruzzese c'è una parte ancora più debole, ben individuata dall'Istat. Quasi 12 famiglie su 100, circa 40 mila nuclei, arrivano a fatica a fine mese. Venti su 100 ce la fanno ma vanno in crisi se arriva una spesa imprevista, 8 su 100 devono risparmiare sul riscaldamento, 20 sui vestiti. Ma la parte ancora più debole è formata da quelle 4 famiglie su 100 che non riescono neanche a mettere insieme il pranzo con la cena perché dichiarano che in determinati momenti «non hanno avuto soldi per i generi alimentari» (basta incrociare questi dati con quelli del Banco alimentare abruzzese - 32 mila bisognosi assistiti mediamente - per capire che non si tratta di semplici numeri). Nella classifica della ricchezza la posizione delle coppie con figli è relativamente peggiore di quella delle coppie senza figli (e più sono i figli peggio sta la famiglia, tranne rare eccezioni). Per le famiglie composte da anziani soli è relativamente più frequente la collocazione nella parte più bassa dei redditi, mentre le persone sole con meno di 65 anni di età, quindi ancora attive dal punto di vista lavorativo, si posizionano prevalentemente al di sopra della media dei redditi. Segno che il pensionamento costituisce un discrimine forte nella distribuzione del reddito. Se si prende in esame il vicino Molise, le cose peggiorano leggermente rispetto all'Abruzzo: lì metà delle famiglie vive con poco più di 1.600 euro al mese e sono 13 su cento le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.
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