TERAMO. Un confronto sul trasporto pubblico locale, che parte proprio dalla provincia di Teramo per estendersi a tutto il territorio regionale. L'iniziativa è della Cgil che stamattina alle 10 ne discuterà in un convegno al Kursaal di Giulianova.
Non a caso prenderanno parte ai lavori anche il presidente della Provincia Ernino D'Agostino e l'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble. In generale sono parecchie le ombre del trasporto pubblico, sia su rotaia che su gomma, in provincia. Nel primo caso il segretario provinciale della Filt Cgil, Aurelio Di Eugenio, parla di mancanza di punti di informazione per la clientela, bagni chiusi (alla stazione di Teramo sono stati murati), nessun accesso per disabili e sale di attesa chiuse con catene. Altro problema è che «nelle stazioni della costa fermano sempre meno treni importanti per le località turistiche». La Filt, peraltro chiede con fermezza il prolungamento della linea ferroviaria oltre Teramo «mentre il Comune ne propone addirittura l'arretramento».
Non va meglio nel trasporto su gomma. «Un problema diffuso sono le auto in sosta selvaggia», aggiunge Di Eugenio, «che ostruiscono il passaggio dei mezzi e anche l'accesso alle fermate, con pericoli per i pedoni, scarse informazioni per la scarsità di paline con gli orari. E poi la vetustà delle macchine: ci sono in giro anche autobus immatricolati nell'81». Il sindacalista segnala poi una diffusa difficoltà a reperire i biglietti e fa l'esempio del terminal di Garrufo, snodo di tutta la Vibrata, dove chi vende in subappalto il biglietti ora ha ridotto nei fatti l'orario, per cui i passeggeri di alcune fasce orarie rimangono senza biglietto.
Ai rappresentanti delle istituzioni, soprattutto della Regione, la Cgil chiede un riequilibrio territoriale «contro lo spopolamento delle zone interne», specifica Luigi Scaccialepre, segretario regionale Filt, «in alcune situazioni, come l'area metropolitiana, si paga di meno e i mancati introiti vengono coperti dalla fiscalità regionale, quindi anche da chi abita in montagna».
Nel convegno - presieduto dal segretario provinciale Giampaolo Di Odoardo - la Cgil chiederà alla Regione di ripensare il progetto dell'alta velocità. «E' una scelta sbagliata», osserva Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil, «l'Abruzzo è policentrico e i fondi della Finanziaria vanno spesi appunto in maniera policentrica, partendo proprio da Teramo. Meglio dunque modernizzare la rete ferroviaria esistente, ad esempio, prolungando quella di Teramo oltre la città e dotare le stazioni di vari servizi».