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Data: 21/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso capolista per salvare la coalizione. Acerbo dice no a una ricandidatura part time, si fa strada l'ipotesi di Luciani

PESCARA. Massimo Luciani, candidato sindaco e Luciano D'Alfonso, capolista. Questa è l'ipotesi che si sta facendo strada negli ultimi giorni per ricompattare le file del centrosinistra spaccato. Nessuno esclude che possa essere questa la soluzione definitiva. La rinuncia del primo cittadino a correre di nuovo per governare la città farebbe superare le incertezze registrate nella coalizione.
Rifondazione comunista, ieri, ha confermato il suo veto su D'Alfonso. «Non accetteremo mai un sindaco part time solo per due anni», ha avvertito il deputato, Maurizio Acerbo, riferendosi alla possibilità che D'Alfonso, una volta rieletto, possa dimettersi per candidarsi alla presidenza della Regione.
D'ALFONSO CAPOLISTA. Ecco, quindi, emergere un nuovo scenario. In ambienti del centrosinistra se ne sta parlando da giorni. D'Alfonso, come capolista, potrebbe aiutare lo stesso la coalizione a vincere e lui, nello stesso tempo, avrebbe le mani libere per candidarsi alle Regionali.
L'IPOTESI DI LUCIANI. Ma chi potrebbe fare il candidato sindaco? L'ipotesi più probabile è quella di Massimo Luciani, coordinatore del Partito democratico e braccio destro di D'Alfonso. L'interessato non conferma e non smentisce. «Il nostro candidato sindaco, indicato dal Pd regionale, è D'Alfonso» ha affermato «per scegliere eventualmente un altro nome si dovrà ricorrere alle primarie». E ha aggiunto: «Io candidato? Ho lavorato per cinque anni per questa città e ora sono a disposizione della squadra».
Questa soluzione non dispiacerebbe ad Acerbo: «Luciani è legittimamente candidabile. Bisogna vedere, però, se è il più forte. Questo si può verificare solo con le primarie, ma a patto che la coalizione sia unita».
Più prudente Gianluca Fusilli, esponente del Pd, molto vicino a D'Alfonso. «Il Partito democratico ha candidato D'Alfonso ed è l'unico nome che abbiamo proposto al tavolo del centrosinistra» ha rivelato «da martedì (domani, ndr) avvieremo degli incontri bilaterali e i partiti della coalizione ci dovranno dire apertamente se la proposta di D'Alfonso non va bene».
L'ULTIMATUM DI MELILLA. Tentare di ricompattare il centrosinistra è diventato ancora più difficile, dopo che il leader nazionale del Pd, Walter Veltroni, ha dichiarato che il suo partito correrà da solo alle elezioni. Per questa dichiarazione, la Sinistra è in fermento. «Il Pd ci faccia sapere cosa vuole fare, perché non siamo più disposti a perdere tempo» ha sottolineato Gianni Melilla (Sd) «la Sinistra è comunque pronta ad andare per conto proprio alle Comunali di maggio».
IL POLO RIPARTE DA ZERO. Il centrodestra resta in alto mare per la scelta del candidato sindaco. Forza Italia continua a puntare su Nazario Pagano, il quale ha già detto che non si presenterà, se non ha il consenso totale. Ieri il commissario provinciale, Guerino Testa, ha però fatto notare che «Pagano è l'unico nome presentato finora dal suo partito». Ma lo scenario potrebbe cambiare nell'eventualità di elezioni politiche anticipate. Anche l'ipotesi di una candidatura a sindaco di Andrea Pastore, decisa da Roma, potrebbe svanire.

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