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Pescara, 15/05/2026
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Data: 06/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Aumenti ai consiglieri regionali. L'Unione chiede il ritiro della norma. Rifondazione: corretto un grave errore

L'AQUILA. Dietrofront della maggioranza di centrosinistra sulla spese di rappresentanza. Dopo una settimana di polemiche, imbarazzi ed anche di dissidi interni, i 27 consiglieri regionali del centrosinistra hanno deciso di chiedere ufficialmente il ritiro dell'emendamento che attribuiva ad ognuno dei 40 inquilini del Consiglio regionale un assegno, tra 1000 e 1500 euro, per spese di rappresentanza da documentare. L'epilogo, giunto anche un po' a sorpresa, è maturato ieri mattina nel corso del vertice di maggioranza convocato dal presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, per adottare provvedimenti urgenti per risanare i conti sulla sanità e per sventare il pericolo di un amento forzato di Irap e Irpef.
L'emendamento era stato inserito all'ultimo momento nel contestato provvedimento contenitore sull'adeguamento normativo delle strutture regionali ai fini della finanza pubblica, votato dal Consiglio regionale una settimana fa in una seduta infuocata e caratterizzata da un forte scontro tra maggioranza ed opposizione di centrodestra.
Nonostante fosse una decisione trasversale, i consiglieri di opposizione hanno poi preso le distanze. La richiesta di ritirare l'emendamento è stata indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli. L'annullamento dovrà essere effettuato con una legge approvata dal Consiglio. Sono stati gli stessi consiglieri firmatari dell'emendamento, Camillo Cesarone, capogruppo dello Sdi, Antonio Boschetti (Margherita), e Donato Di Matteo, capogruppo dei Ds, a presentare, a nome dei 27 rappresentanti della maggioranza, l'istanza di ritiro. «La richiesta», hanno sottolineato i tre, «ha lo scopo di sottrarre da strumentalizzazioni e polemiche l'ottimo lavoro dell'esecutivo regionale, avviato con scrupolo e con rigore per ripianare i debiti della sanità».
I consiglieri hanno anche sottolineato «che l'emendamento fa riferimento ad una precedente iniziativa legislativa che aveva per oggetto i servizi ai consiglieri regionali e ai gruppi e che l'emendamento portato in aula aveva già ottenuto il favorevole riscontro della minoranza».
Rifondazione comunista, attraverso Maurizio Acerbo e il segretario Marco Gelmini, ha definito «positiva» la decisione assunta dalla maggioranza di centrosinistra che serve a «correggere un grave errore».
Critico su tutta la vicenda e in particolare con Marino Roselli l'ex presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Tagliente (Fi): «Il presidente Roselli avrebbe dovuto esercitare con maggiore consapevolezza e autorevolezza le sue prerogative ed impedire che un emendamento sottoscritto da soli tre consiglieri potesse giungere alla votazione, peraltro a quanto sembra, in un momento di estrema concitazione, che ha impedito un'attenta valutazione dei contenuti».
In serata Roselli ha annunciato che «La Presidenza del Consiglio, alla luce delle posizioni assunte dalla maggioranza e da larghi settori dell'Assemblea regionale, attiverà ogni iniziativa consentita dal regolamento per la revoca dell'emendamento».

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