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Data: 24/01/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Aeroporto di Preturo, appello degli imprenditori. «L'attività è ormai paralizzata, il Comune deve riacquisire subito l'area»

L'AQUILA. Vogliono tornare a volare, in quella pista che ora «è chiusa con i lucchetti». E chiedono che il Comune dell'Aquila faccia la sua parte «riacquisendo l'area e provvedendo ad individuare, attraverso un bando, la nuova gestione». A parlare di una «situazione ormai inaccettabile», in merito all'aeroporto di Preturo e alla posizione dell'Aeroclub, sono imprenditori ed associazioni che operano in campo aeronautico. Ieri hanno tenuto una conferenza stampa.
L'attività nello scalo di Preturo sarebbe ormai "quasi paralizzata", secondo i rappresentanti di scuole di volo, associazioni e tecnici del settore: ieri a denunciare la situazione sono stati Giorgio Colarossi, dell'associazione AquilaOne, Pierpaolo Gentile, della scuola di volo Fly&Fun, e Ruggero Ruggeri dell'associazione Aquilotto. «Parliamo a nome anche del consorzio di operatori» ha sottolineato Colarossi «che si è costituito proprio per tutelare l'aeroporto aquilano, e dell'Air Craft Center, la società di manutenzione aerea». Nonostante la convenzione tra il Comune e il gestore dell'impianto sia scaduta nel marzo del 2006, e nonostante esista una sentenza definitiva del Consiglio di Stato «l'Aeroclub» ha affermato Colarossi «continua ad occupare l'aeroporto e a farne un uso privato, vietando le diverse attività di volo. E il Comune non solo lo permette, ma addirittura nel bilancio di previsione 2008 sono previsti 5,4 milioni di euro a favore del vecchio gestore, cioè 1,4 milioni in più rispetto a quanto l'Aeroclub pretende, a nostro avviso senza diritto, per essere liquidato». Carte alla mano, gli imprenditori hanno riscostruito l'intera vicenda, partendo dalla delibera della giunta comunale del 24 maggio 2007 con cui la passata amministrazione, raccogliendo le loro istanze, aveva dato il via libera alle procedure per la riaquisizione della struttura. «Ma con l'arrivo del sindaco Cialente» ha continuato Colarossi «nulla è cambiato: l'aeroporto per noi continua ad essere chiuso, molti sono stati costretti ad andare a lavorare fuori regione e addirittura alcuni aeroplani sono stati venduti». Gli imprenditori vogliono risposte: «Per quale ragione il Comune, invece di chiedere i danni per l'interruzione dei lavori di manutenzione, è disposto a farli a proprie spese, lasciando l'Aeroclub indisturbato al proprio posto? E perché ha un atteggiamento passivo nell'arbitrato e non ha nominato un tecnico di sua fiducia per difendersi e confutare le infondate richieste dell'Aeroclub? La soluzione più ragionevole e a costi zero, per lo stesso Comune» hanno concluso Colarossi, Gentile e Ruggeri «sarebbe l'immediata riacquisizione dell'area e l'indizione di un bando di gara per la gestione».

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