PESCARA. Un verbale d'accordo sui tagli alle cliniche che non si trova è costato un avviso di garanzia all'assessore alla Sanità della Regione, Bernardo Mazzocca. Il verbale che ha fatto scattare l'inchiesta era stato redatto e firmato nella primavera del 2006 proprio negli uffici dell'assessorato alla sanità della Regione. L'avviso di garanzia è stato notificato due giorni fa all'esponente della giunta Del Turco. E' la procura di Pescara che indaga su questa vicenda delicata; visto che riguarda proprio il rapporto Regione-cliniche.
I cui sprechi sono tornati prepotentemente alla ribalta in questi giorni, con un'inchiesta sui ricoveri impropri fatta all'Aquila dalla Guardia di Finanza (servizio al lato).
Nel caso di Mazzocca, invece, l'ipotesi di reato su cui la procura di Pescara lavora è quella di «falso per soppressione» (articolo 490 del codice penale). L'assessore regionale, difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre, ieri non ha nascosto la sua «amarezza».
«Sono stato già ascoltato come testimone su questa vicenda circa otto mesi fa» ha ricordato Mazzocca, che ha aggiunto. «Io non ho sottratto nulla. Osservo solo che abbiamo ereditato una situazione. E abbiamo fatto una legge, la numero 20, che taglia ricoveri e risorse ai privati. E poi una copia del documento c'è. Non si trova l'originale».
La storia è la seguente. Tra l'inverno e fino a tutto maggio del 2006 si sono svolte una serie di riunioni tra Regione, Agenzia Sanitaria e l'Aiop (associazione delle cliniche private, che raccoglie tutte le strutture tranne quelle del gruppo Angelini). In queste riunioni, a quanto sostengono all'Aiop, si arriva a stabilire un criterio sulla base del quale, per i tagli del futuro si teneva in debito conto dei disastri degli anni della spesa facile. Quelli della sanità senza regole. Dei ricoveri inappropriati, dei budget sforati. Delle casse regionali saccheggiate. Dei debiti saliti a 3 miliardi di euro.
Ma quell'accordo rimane lettera morta. Sparisce, addirittura. Stando a quanto sostengono all'Aiop, il cui presidente è Luigi Pierangeli.
Il documento fantasma non sarà la sola stranezza che accompagna la nascita della legge taglia-fondi. L'intesa prevedeva una commissione di valutazione, che però non si riunisce mai. Eppure doveva fare una ricognizione delle illegalità passate per tracciare il futuro. Ed ancora. Pierangeli, in qualità di presidente dell'Aiop, denuncia che non è stato neanche ascoltato dalla V Commissione del consiglio. Commissione che doveva varare la legge per regolare il sistema dei rapporti tra regione e privati nel campo sanitario. «Mi hanno dato per assente» rivela l'imprenditore, «ma in verità nessuno mi ha mai convocato all'Emiciclo». Commissione presieduta da Antonella Bosco. Il cui vice presidente è Vito Domenici. Domenici è l'assessore della Giunta Pace sotto i cui occhi si è maturato il bubbone della Fira. La finanziaria regionale i cui vertici furono arrestati nel novembre del 2006, proprio per le spericolate operazioni di ingegneria finanziaria adottate per pagare crediti inesigibili delle cliniche. Un'altra storia. Un'altra inchiesta ancora aperta.
Torniamo al verbale sparito.
Nel novembre del 2006 la situazione precipita. L'Aiop, che ritiene la legge sui tagli iniqua, perché non tiene conto del passato recente, torna alla carica. Si appella alle norme sulla trasparenza (legge 241) e chiede, ripetutamente, copia del verbale che fissava un altro percorso. E arriva il colpo a sorpresa, che fa scattare la denuncia: «Nel gennaio 2007» rivela Pierangeli «ricevo una comunicazione dell'assessorato che mi dice che quel verbale non è stato mai firmato».
Non è finita, perché ad un certo punto una copia del verbale salta fuori. Addirittura, nelle mani di un assessore della giunta. A quel punto scatta l'inchiesta, siamo nel gennaio 2007. Mazzocca viene ascoltato come testimone. Due giorni fa la sua posizione cambia. Mazzocca da testimone diviene indagato. Nell'avviso di garanzia che gli mandano dalla procura si rileva l'ipotesi sulla quale lavora la magistratura di Pescara, da circa un anno: «Falso per soppressione di documenti».
«Sono sereno risponderò ai magistrati» ha commentato ieri Mazzocca: «Posso solo dire, sul piano politico, che sto lavorando e continuerò a lavorare per dare delle regole a un settore che non ne aveva. Siamo i primi, dagli anni?70 ad oggi, che tagliano e non aggiungono risorse ai privati. Quest'anno Angelini avrà 20 milioni in meno. Pierangeli 15. Per fare due esempi. Noi abbiamo fatto delle commissioni, ad esempio, per fare più verifiche sulle carte delle cliniche. Prima si controllava solo il 5% sui ricoveri delle cliniche. Oggi il 50%. Abbiamo lavorato, dovendo fare i conti con 173 contratti stipulati coi privati che sono scaduti solo il 31 dicembre del 2007. Per trentadue mesi abbiamo dovuto onorare cambiali fatte da altri. Abbiamo rinegoziato questi contratti», conclude Mazzocca «e quest'anno contiamo di risparmiare molto su questo fronte».
Con questa inchiesta salgono a due quelle avviate per far luce su alcune scelte della giunta del presidente Ottaviano Del Turco. Entrambe fanno riferimento a materie legate al filone sanità. La prima, più corposa ed importante, interessa l'operato della Fira presieduta da Giancarlo Masciarelli, che durante l'amministrazione di centro-sinistra realizza la seconda cartolarizzazione dei crediti inesigibili delle cliniche. Ma anche la cartolarizzazione fatta col centrodestra, era finita nel mirino della magistratura. Anche quest'inchiesta è ancora aperta. Anche questa si muove intorno a Masciarelli: l'ingegnere della finanza-sanitaria.