La città nuova. Tre anni di lavoro e due milioni di spesa. Le perplessità dei residenti, la polemica di Masci
Tutto perfetto con tanto di musica e pubblico per l'ennesima inaugurazione. Con i suoi 134 metri per 19 il ponte della Libertà, meglio conosciuto come ponte Capacchietti, è il più grande di tutti. L'intervento di raddoppio, costato 2milioni e 200mila euro, dopo tre anni è realtà.
Alle 11,45 l'atteso rituale del taglio del nastro. C'era il sindaco, c'erano molti assessori, e ancora il presidente del consiglio Gianni Melilla, il presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis, e i responsabili dell'impresa Solcesi che ha realizzato l'opera.
D'Alfonso: «Come amministrazione abbiamo puntato sulla mobilità migliorando le vie di comunicazione e studiando rimedi per rendere fluido il passaggio dentro e fuori la città. Questo ponte sarà di grande importanza per il traffico diretto all'ospedale e una volta connesso all'asse attrezzato e collegato con la nuova viabilità di Portanuova, ci aiuterà a costruire una città-snodo in grado di crescere e svilupparsi sul territorio».
Il realtà i lavori sono solo una parte del progetto da realizzare. Il Pendolo, parte integrante del progetto, ancora non c'è: dovrà unire San Donato ai Colli, prevede uno svincolo dell'asse per l'ospedale e due rondò, uno davanti all'ospedale e l'altro su via Aterno.
Per tornare al ponte: «L'intervento ha richiesto molto impegno poiché si è dovuto raddoppiare un sottopassaggio dell'asse senza mai interrompere il traffico - ha sottolineato l'assessore al traffico Armando Mancini - Un'impresa che ha richiesto un notevole coordinamento tra gli enti coinvolti, una precisione progettuale e monitoraggio continuo dell'andamento dei lavori».
Finita la festa i vigili si sono mobilitati per scortare le prime auto in transito e così hanno constatato il solito traffico. Vero che si è raddoppiata la capacità di portata del ponte ma le vie che accolgono i flussi sono sempre le stesse: via del Circuito da un lato e via Aterno dell'altro. Il triste è che su via del Circuito, in tutto e per tutto una statale, i sensi unici laterali che dovrebbero permettere la fluidificazione del traffico e convogliarlo su via Fonte Romana rimangono deserte. Motivo? Se si utilizza una delle traverse l'automobilista è costretto, per via dello spartitraffico, a raggiungere il rondò di piazza Pierangeli, qualche centinaio di metri più a est del nuovo rondò del ponte delle libertà, e a intasare le colonne di auto di via del circuito e della parallela via Fonte romana. Oltre alla mancanza di arredi urbani e illuminazione, che i responsabili hanno assicurato in arrivo, non si vedono cartelli stradali e sono sparite dal ponte le strisce pedonali. «In attesa del Pendolo - fanno notare i residenti - si sarebbe semplicemente potuto ripristinare via Valle Roveto in senso contrario all'attuale: in questo modo le auto provenienti da Spoltore e dirette verso il centro potevano proseguire sul lungofiume senza interessare via del Circuito».
Caustico Carlo Masci, leader dell'opposizione in consiglio: «D'Alfonso ancora una volta dimostra di essere venditore di fumo senza memoria. Il raddoppio del ponte è stato progettato, finanziato ed appaltato dalla giunta Pace». E poi: «Oltre 60 mesi per realizzare il ponte sono troppi... La Strada Pendolo, necessaria ad alleggerire il traffico attraverso il collegamento San Donato-Villa del Fuoco-Ponte della Liberta'-Colli, pensata e finanziata dalla Giunta Pace, avrebbe dovuto essere già realizzata ma è al palo: la gara è stata annullata dal Tar per la solita mancanza di trasparenza nel bando».