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Pescara, 15/05/2026
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29/01/2008
Il Centro
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«Cliniche, tagli e regole contro il Far west» Mazzocca: ora ci sono le delibere, recuperati 60 milioni e chi sbaglia pagherà |
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PESCARA - Domenica la piena fiducia del presidente della Regione Ottaviano Del Turco, ieri la blindatura della giunta regionale ai tagli alle cliniche private. L'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca ne esce soddisfatto, almeno, per aver messo un altro tassello alla riforma della sanità abruzzese. Una riforma che tenta disperatamente di mettere le briglia ai debiti della sanità che corrono al galoppo e ricondurre il deficit nello steccato del piano di rientro siglato tra Governo e Regione. Ieri mattina all'Aquila durante la riunione dell'esecutivo di centrosinistra, Mazzocca ha illustrato le sue proposte e le cose già in atto: un taglio di 60 milioni di euro alle cliniche private, maggiori controlli sui ricoveri, la revoca dei posti letto a chi non rispetta le regole, la riduzione e il riequilibrio delle spese sulla riabilitazione. La giunta ha detto sì alle delibere, con l'astensione di Rifondazione. Assessore Mazzocca è soddisfatto? «È andata bene. Dalla ospedalità privata recupereremo circa 60 milioni. Ma quello che ritengo più importante è il lavoro che stiamo portando avanti da due anni e mezzo». Ci spieghi «La scrittura delle regole. Diamo norme a un sistema completamente deregolamentato, Far west che riguardava tutti» Può fare un esempio di Far west? «Parlo di cifre in modo che tutto sia più chiaro. Nella ospedalità privata la Regione è passata dal budget di 88 milioni nel 2001, ai 105 milioni del 2002 e, poi a salire, 116 milioni del 2003 e del 2004, fino a 134 milioni del 2005. Il top della spesa. Non solo, nel 2005 per effetto di contratti stipulati dalla ex giunta regionale che avevano valenza triennale, sono stati anche impegnati 32 mesi, anzi direi ipotecati 32 mesi sui nostri potenziali 70 mesi di amministrazione regionale». Questi budget sono il motivo del deficit della sanità abruzzese? «Il 31 dicembre del 2007 quei contratti sono scaduti ed ora stiamo tagliando la spesa. Ma faccio presente che quando il debito saliva e i tetti erano sforati nessuno si è lamentato. Non si è lamentato nessuno, nemmeno quando quei contratti venivano stipulati, tra l'altro, sui contratti c'era scritto solo il budget e nulla veniva detto sulle prestazioni, appropriate o meno, fatte dalle cliniche». La sua riforma cosa ha fatto di particolare? «A livello di spesa della Regione siamo ritornati a un impegno antecendente il 2002. Una inversione di rotta significativa». Il caposaldo della riforma è la legge 20, cosa prevede? «E' stato il primo vero intervento che mette norme severe. Nella legge ci sono i protocolli ispettivi sull'approriatezza delle prestazioni, l'abbattimento dei ricoveri, le sanzioni, i controlli». Assessore si parla di un verbale che secondo le case di cura dell'Aiop è stato prima sottoscritto poi è sparito, ed infine, è riapparso modificato. E' davvero accaduto tutto questo? «Il verbale c'è ed esiste e non è stato mai manomesso e men che meno è stato distrutto. In ogni caso l'attività di consultazione era riferita ad una legge, ossia la legge 20 che come dicevo regola e controlla molte cose, in particolare i ricoveri se sono appropriati o meno. Dico che da quando applichiamo queste regole nessun privato si è adeguato alla legge. Ora andremo ad un primo recupero di somme per 23 milioni, sulle quali le cliniche hanno fatto sapere che faranno ricorso e così andremo a giudizio. Noi siamo sereni. Posso dire anche un altro dato, prima gli accordi con le cliniche prevedevano una attività ispettiva solo sul 5% delle prestazioni, noi con la legge 20 abbiamo ampliato i controlli fino al 50% delle prestazioni. Vado ancora avanti?» Certo che può. «Per il 2005 abbiamo contesto alle cliniche 14 milioni per i ricoveri intraregionale e 15 milioni e mezzo per i ricoveri extraregionali. Prevediamo il recupero di altre somme. Per il 2006 le ispezioni si stanno ancora facendo». Assessore Mazzocca il deficit della sanità abruzzese è tutto da addebitare alle cliniche, oppure come sottolineano le case di cura private, una responsabilità l'hanno anche gli ospedali e le Asl? «Ritorno alle regole stabilite dalla legge 20, mentre il privato non si è adeguato, il pubblico nella maggioranza dei casi ha rispettato gli obiettivi. Stiamo facendo i sacrifici nel settore pubblico e li dobbiamo fare anche nel settore privato se vogliamo raggiungere un equilibrio economico e finanziario nei conti della sanità e della Regione. Comunque la Regione non ha posto solo paletti ma anche dato opportunità, ad esempio, i privati possono avere la possibilità di svolgere una attività extra regionale corretta in modo da non vedere abbattuti i loro utili e senza minacciare licenziamenti. Hanno lo spazio per raggiungere il medesimo fatturato e crescere, ma non sulle spalle dela Regione». Altra questione sono i debiti che la giunta regionale dice di avere ereditato. Come è la situazione dei conti? «Abbiamo ereditato una sanità che aveva un 1 miliardo di euro di debiti e un deficit annuo di 200 milioni. Noi vogliamo, invece, riconsegnare ai cittadini abruzzesi una sanità che non abbia un miliardo di debiti e un deficit di 200 milioni annui». Ci riuscirete? «Questi sono i provvedimenti che stiamo mettendo in campo. Siamo convinti di farcela e, comunque, siamo controllati come non mai della Ministero della Salute e di certo non ci permetteranno di ritornare ai deficit e ai bilanci senza tetti di spesa». Lei è indagato dalla Procura di Pescara sui rapporti tra Regione e cliniche private e la cartolarizzazione dei debiti. E' stato già ascoltato dal magistrato? «Ho dato la mia completa disponibilità ad essere ascoltato e al più presto. Posso dire che quello che stiamo facendo da due anni e mezzo è in direzione delle regole. In un sistema che ne era privo, stiamo tagliando gli sprechi e i doppioni che si sono stratificati nel corso degli anni. E' dura lo ammetto, ci sono difficoltà, ma andiamo avanti».
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