'Dal nostro punto di vista è il momento peggiore per avere crisi e fine della legislatura'. Lo ha detto il leader della Cgil Guglielmo Epifani, oggi a Mestre nel corso dello sciopero generale dei lavoratori della provincia di Venezia sui temi della sicurezza: 'Non ne sto facendo una questione di chi vince o di chi perde le elezioni, ne sto facendo una questione a partire dai nostri interessi. Per questo abbiamo insistito che si facciano le cose che erano già in programma, che si metta la legislatura in condizioni di fare una nuova riforma elettorale, e poi si vada pure a votare tra un anno. Per me non è quello il problema, se non c'è una maggioranza è chiaro che bisogna tornare al voto. Ma non si interrompa la legislatura proprio quando serve agli interessi che noi rappresentiamo'.
'Noi - ha spiegato Epifani - avevamo nel programma di fine gennaio la partenza di cinque tavoli, di cui uno proprio sulla sicurezza. Si dovevano affrontare i temi del fisco, la nostra piattaforma, il tema del controllo dei prezzi e delle tariffe che determinano una riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati, il problema della produttività e dello sviluppo. Questi tavoli per noi dovevano portare, nel giro di un mese, un mese e mezzo, alle conclusioni'.
'Pensavamo di poter chiedere dai 5 ai 6 miliardi di euro di restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, ai carichi di famiglia. Ora - prosegue il segretario generale della Cgil -, sia che si voti ad aprile, sia che si dovesse andare a giugno, con lo scioglimento del Parlamento questa strada ci è preclusa, perché richiede interventi sul bilancio che un governo dimissionario non è in condizioni di fare. L'anno scorso non sono stati messi in finanziaria per i contratti dei dipendenti pubblici. Ci sono contratti del biennio precedente non ancora fatti. Avevamo trovato le modalità e un tavolo doveva aprirsi proprio in questi giorni per arrivare a chiudere anche la partita finanziaria del rinnovo dei contratti per il prossimo biennio. È chiaro che anche qui ci voleva una variazione del bilancio. Con la crisi e lo scioglimento del Parlamento, anche questo risulterebbe impossibile'.
Santini (Cisl): la riforma elettorale è prioritaria
Per il segretario della Cisl nazionale, Giorgio Santini,
"la caduta del governo non puo' e non deve far abbassare l'attenzione sulle questioni prioritarie per il paese". Santini, oggi a Pordenone per il consiglio generale del Sindacato del Friuli-Venezia Giulia, ha sottolineato che "non c'e' tempo da perdere sull'emergenza salariale e dei redditi ma anche sul tema dello sviluppo, con un Italia che perde posizioni su paesi simili come Spagna e Grecia e che, dopo una timida ripresa (nel 2007 + 1,7%) fa nuovamente registrare indici di previsione molto bassi con probabili conseguenze sull'occupazione, il debito pubblico, il divario tra Nord e Sud.
"Urge dunque - ha sostenuto Santini - portare alla discussione quanto prima le grandi questioni individuate non solo nell'accordo del luglio scorso sul welfare, ma anche nella recente piattaforma di Milano siglata da Cgil, Cisl e Uil. Passaggio e condizione fondamentale, pero', in una fase politica di crisi molto forte e di cui non si conoscono gli esiti la riforma della legge elettorale che va rivista per evitare le insidie di questa legislatura, per garantire le esigenze della governabilita' e rappresentare meglio i cittadini".