"Le società controllate dai maggiori Comuni italiani: costi, qualità ed efficienza": è questo il canovaccio del dossier elaborato, per conto della fondazione Civicum, dall'Ufficio studi di Mediobanca. Il rapporto, giunto alla terza edizione, è stato messo a punto per monitorare con criteri oggettivi ed indicatori tecnici omogenei i costi, la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici locali. La ricerca riguarda le società controllate dai sei maggiori Comuni italiani - Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Brescia - che operano nei settori: energia, trasporti locali, igiene urbana, servizi idrici e Aeroporti. Rientrano nella ricerca 39 aziende, esaminate nel quadriennio 2003-2006. Queste comprendono 17 imprese, anche non a controllo comunale, utilizzate come benchmark. In particolare, secondo lo studio, per il trasporto pubblico si registra una forte crescita dell'offerta di metropolitana, che è stata, rispetto al 2001, del 18%. Il contributo più sensibile a questo sviluppo è venuto da Milano e da Torino (apertura della nuova metropolitana). Quanto ai costi, i più elevati si registrano a Napoli: fissato (come riferimento) a 100 il costo per offrire un posto su un mezzo pubblico della città vesuviana, altrove questo è sensibilmente inferiore: è pari a 62,2 a Roma, a 50,1 a Torino e Brescia, e 45,7 a Milano. Il maggior costo di esercizio - sottolinea civicum - comporta anche un maggiore finanziamento pubblico. Così nel 2006 gli apporti pubblici unitari (ossia per migliaia di posti-km offerti) più elevati sono quelli dell'ANM di Napoli (56,3 euro per ogni 1000 posti-km offerti), seguita dalla CTP di Napoli (35,6 euro) e da Metronapoli. L'offerta meno sussidiata è, invece, quella dell'ATM Milano, con 13,8 euro, seguita da quelle di Brescia Trasporti (19,1 euro), ATAF Firenze (19,4 euro) e GTT (20,5). In termini percentuali sul fatturato da traffico e servizi, le aziende di superficie del sistema napoletano ricevono contributi pari o superiori all'80% del proprio volume di vendite (CTP ha una incidenza nel 2006, dell'84% ed ANM dell'80,5%). Tali valori sono nella sostanza stazionari nell'arco del triennio. La società che invece assorbe la minore quota di denaro pubblico in proporzione ai propri ricavi complessivi è l'ATM milanese (46,8%). Nel complesso, gli apporti pubblici crescono da 19,8 euro per 1000 posti-km offerti a 21,4 euro nel quadriennio (+8% circa), con un'incidenza sui ricavi pari a circa il 58%. Un discorso a parte viene fatto per il sistema romano, dove la quota di fondi pubblici è pari nel 2006 al 63,7% dei ricavi complessivi. Mentre la quota di fatturato non coperta da fondi pubblici (41,9% nella media 2006) deriva dagli introiti per vendita di biglietti (parte tariffaria) e da quelli relativi ai servizi ausiliari (parte non tariffaria) provenienti da attività complementari.