Ho letto con piacere la lettera dell'architetto Lucio Zazzara a proposito dell'imminente realizzazione del Ponte del Mare. Ma alla luce di quanto lamentato, mi corre il dovere di fare alcune precisazioni. Pescara aspetta di vedere realizzato un ponte sul fiume sin dal 1967, da allora nessuna amministrazione è riuscita a concretizzarlo. Da due anni organizziamo incontri e presentazioni del progetto alla città, ricorrendo a ogni mezzo di comunicazione: stampa scritta e televisiva. La stessa denominazione dell'opera è stata oggetto di un concorso a cui hanno partecipato le scuole della città e il nome di Ponte del Mare è stato scelto dalla commissione dei saggi del Comune, proprio sulla base delle proposte degli studenti.
Non è affatto mancata la presentazione pubblica dell'opera. Il progetto è stato presentato alla pubblica opinione, che non è riunione di persone o cattedratici, ma quella che si forma con la conoscenza dei testi e dei manifesti, capace di esprimere un parere anche sui mezzi di informazione. Come è successo: la città si è confrontata, qualcuno lo ha gradito, qualcun altro no, e ha avuto modo di dire la sua. Per quanto riguarda la comunità scientifica, ricordiamo che c'è stato un convegno ad hoc di presentazione del Ponte, che ha avuto grandissima partecipazione della cittadinanza. Il convegno si è svolto il 3 marzo del 2006 in presenza anche dei sindaci di Mostar e Spalato, nonché del professor Enzo Siviero, direttore del Dipartimento di Costruzione dell'Architettura presso lo Iuav di Venezia e massimo esperto di ponti in Italia; il progetto è stato allora presentato con dovizia di particolari.
Inoltre, il consesso più ampio dell'opinione pubblica cittadina, il consiglio comunale, si è pronunciato ben due volte sul progetto. Con questa genesi, non mi sembra sia un'opera progettata alla chetichella, tant'è che anche in fase di valutazione economica l'amministrazione ha richiesto un parere di congruità agli ordini di ingegneri e architetti oltre che al provveditorato interregionale opere pubbliche.
Ovviamente, le perplessità dell'architetto Zazzara sono legittime, anche se tardive rispetto a un dibattito che va avanti da due anni, e in ogni caso da noi non condivise.
(*) Assessore al traffico e ai lavori pubblici Comune di Pescara